
Ci troviamo d’accordo con Gasperini. Il tecnico di quell’Atalanta che tanto bene sta facendo in campionato al punto da essere considerata al momento la vera squadra rivelazione, che non ci è stato dopo le accuse non proprio velate di Vincenzo Montella nel post partita con il Milan (un match aspro e combattuto terminato con un salomonico 0 a 0), in cui il tecnico campano della formazione rossonera ha accusato gli orobici di fare fallo sistematico interrompendo spesso il ritmo della gara e non facendo così giocare la formazione milanese.
Secondo la replica di Gasperson, il coach dei “diavoli” farebbe confusione tra falli e contrasti. Ecco le parole con cui ha, a nostro modo di vedere, giustamente rilanciato: «Il vero problema è che in Italia si fa molta confusione tra contrasti e falli. Solo i falli devono essere puniti come da regolamento, visto che il contrasto è un gesto tecnico, come il dribbling e il passaggio. E aiuta lo spettacolo, perché dà ritmo e intensità. Nel calcio nazionale la maggior parte dei giocatori esasperano i contrasti subiti e cercano sistematicamente il cartellino giallo altrui, ben diversamente da quanto accade all’Estero. Per quanto ci concerne vorremmo ricordare ai nostri lettori l’esatta definizione del termine “contrasto” che indica l’azione di recupero della palla dall’avversario con una mossa di incontro e un affronto diretto. Ed infine: il contrasto può essere diretto, se effettuato sul giocatore in possesso della palla, o indiretto, quando si cerca di ridurre la visibilità del giocatore non in possesso.
Siamo quindi in sintonia con il Gasp quando dichiara che chi toglie i contrasti nel gioco del calcio fa male a questo sport e sul fatto che in ogni caso la linea degli arbitraggi deve essere precisa a riguardo. Sotto l’aspetto tecnico infatti c’è evidenza sulle simulazioni, che sono colpa sì e soprattutto dei calciatori, ma anche della materia legata alla gestione dei cartellini sui contrasti. Anche per noi, il contrasto è un gesto tecnico fondamentale e una bellezza del calcio. È stato penalizzato il contrasto scivolato, ma anche altri tipi di contrasti spesso vengono puniti.
C’è incertezza in quanto uno stesso contrasto può essere punito, non punito, oppure punito col giallo. Rivolgendoci ai tecnici (specie quelli del settore giovanile) rammentiamo che per essere bravi ed efficienti nel contrasto, non è necessario essere alti o muscolosi (anche se aiuta), ma primariamente abili nei movimenti che determinano l’equilibrio/spinta nei confronti dell’avversario, “maneggiare” in maniera corretta la palla e fare efficaci scelte di gioco.
Il percorso formativo di questo fondamentale, durante l’intera crescita calcistica, consta in diversi step che seguono la didattica delle altre abilità calcistiche (guida, trasmissione palla, abilità difensive, ecc.).