
Varazze. Nel novembre del 2012 un paziente del Centro Terapeutico Riabilitativo “La Tolda” di Varazze era salito al terzo piano della struttura e si era tolto la vita lasciandosi cadere nel vuoto. Una tragedia per la quale questa mattina il giudice dell’udienza preliminare Fiorenza Giorgi ha rinviato a giudizio l’allora direttore sanitario de “La Tolda”, il dottor Antonio Maria Ferro.
Il noto psichiatra ed ex primario dell’ospedale di Savona (è in pensione dal giugno del 2012) dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo perché – questa l’ipotesi della Procura – avrebbe dovuto evitare che il terzo piano fosse accessibile ai pazienti.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i primi due piani del centro, quelli dove si trovavano i pazienti, erano a norma e correttamente predisposti per evitare che finestre e balconi fossero aperti. Al terzo piano invece non erano state adottate particolari contromisure perché era chiuso e, teoricamente, nessuno al di fuori del personale aveva accesso a quell’area.
Quel giorno però il paziente, G.F., era riuscito ad accedere al terzo piano il cui accesso era impedito solo da una catenella. Di qui la contestazione al dottor Ferro che il prossimo marzo sarà sul banco degli imputati. Il difensore del medico, l’avvocato Franco Aglietto, già questa mattina ha sostenuto l’assenza di responsabilità da parte del suo assistito che non poteva immaginare che l’accesso, solitamente chiuso, in realtà fosse aperto. Tra l’altro, secondo la difesa, non c’era nessun elemento per ritenere che il paziente fosse a rischio di suicidio.
Il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio anche di un secondo medico, Piero Gianotti, psichiatra in servizio nella struttura, che però questa mattina è stato assolto da ogni accusa “perché il fatto non costituisce reato”. Secondo il giudice Giorgi non c’era nessuna prova che il medico avesse la possibilità di imporre di far chiudere con più sicurezza il terzo piano.