
Albisola Superiore. Prendete un palazzetto dello sport, riempitelo all’inverosimile di persone, prendete due squadre, ventiquattro ragazze e rispettivi staff tecnici.
Ora pensate al pubblico che, dal primo all’ultimo punto grida, incita, sprona le rispettive beniamine a fare sempre meglio, poi guardate il campo dove le ventiquattro atlete (anche quelle fuori pronte a subentrare) sono disposte a tutto per vincere quel pallone, a gioire, a soffrire, a difendere, ad andare per terra tre, quattro, cinque volte nella stessa azione. Metteteci due ore e ventuno minuti di gioco… signori e signore ecco il “derby” tra Carcare ed Albisola.
Lo scenario in cui si gioca a poco a che fare con la B2, la cornice è da pallavolo di altissimo livello e le squadre in campo fanno di tutto per essere all’altezza. Coach Matteo Zanoni si presenta con Montedoro in regia, Olivero opposto, Travaglio e Lavagna schiacciatrici, Veneriano e Bisio centrali e Conterno libero.
Nella prima azione della partita c’è già tutto, circa un minuto di attacchi e difese continuate che portano le formazioni a giri altissimi, sintomo di una gara che, come poi si vedrà, è davvero da cardiopalma, fino all’ultimo e decisivo set.
Il primo “strappo” importante avviene sul 4 pari quando, scendendo da un muro Martina Veneriano sente qualcosa che non va, Zanoni chiama subito time-out per cercare di capire cosa sia successo; trenta secondi non bastano, ghiaccio per “Vene” e Linda Damonte prende il suo posto. Per Martina esami clinici in attesa di capire la diagnosi e l’entità dell’infortunio.
Il cambio produce un certo effetto in casa Albisola, le gialloblù prendono le distanze, 4-8 al primo time-out tecnico, 10-16 al secondo. Il set sembra essere indirizzato verso “il mare”, si arriva sul 22 a 24 ma l’orgoglio valbormidese permette a Raviolo e compagne di rientrare in partita sul 24 pari ed aver la forza di chiudere 26 a 24 in trenta minuti di gioco.
Il secondo parziale parte sulla falsariga del primo. Albisola avanti al primo ed al secondo time-out tecnico (5-8 e 13-16), l’Iglina allunga ancora portandosi sul 21 a 15, l’ingresso di Alessia Zannino in difesa permette di mantenere le distanze con “Zuppa” che si fa trovare sempre pronta in difesa e in ricezione. Si chiude 20 a 25 riaprendo di fatto la gara.
Il terzo set segue ancora un copione simile. L’Albisola sembra riuscire a tenere a bada le attaccanti di Carcare e pare saper pazientare difronte alla difesa “asfissiante” delle locali, capaci di recuperare ogni pallone. Tra le gialloblù, oltre a Zannino su Olivero, entra Alessia Ujka su Travaglio; entrambi i cambi portano punti e Albisola ribalta la partita con un 22 a 25. Dopo un’ora e mezza di gioco l’Iglina è in vantaggio.
L’inerzia della gara sembra portare i punti verso la costa ma la caparbietà delle ragazze di Carcare è encomiabile. Il set si gioca punto a punto, 7 a 8 al primo time out tecnico, 16 a 15 per le Carcaresi al secondo, il “sopra a venti” è uno scambio di attacchi e difese come poche volte si è visto in questa categoria ma a decidere il parziale è Maiolo con un perfido pallonetto da posto due che sigla il 25 a 23 per Carcare. Due pari, si va al quinto set.
Qui accade quello che non ti aspetti. Carcare “crolla” mentre Albisola macina punti. Sull’1 a 7 per le ospiti la questione sembra chiusa; sembra, per l’appunto. In men che non si dica siamo 7 pari. Al cambio di campo Albisola è davanti 8 a 7 ma se per la prima parte di set Carcare sembrava in affanno e Albisola sembrava volare via adesso la sensazione è totalmente opposta. Carcare è più presente, le valbormidesi raggiungono le gialloblù sul 10 pari e da lì il parziale è terribile, 5 a 1 per le padrone di casa che chiudono 15 a 11 portandosi via la vittoria e 2 punti.
Difficile a fine gara dare delle valutazioni sulle singole atlete in una partita durata due ore e ventuno minuti e che, per gli amanti delle statistiche, ha visto le due formazioni concludere con 108 punti a testa. Sicuramente a Carcare si è vista una Iglina mai doma, capace di stare in partita anche nei momenti di difficoltà; questo fa ben sperare la società albisolese per le prossime gare e per il prosieguo del campionato
Il pensiero va a Martina Veneriano, nella speranza che gli esami non evidenzino nulla di preoccupante ma che si sia solo trattato di un grande spavento.