
Liguria. “Questa mattina, nel corso della seduta monotematica del Consiglio dedicata al referendum costituzionale, gli interventi dei consiglieri regionali del Pd hanno fatto emergere con forza le ragioni del Sì alla riforma costituzionale. Una riforma che servirà a fornire autorevolezza e stabilità al nostro Paese, in un contesto internazionale che vede un’Europa invece sempre più debole”. Lo afferma il capo gruppo Pd in Regione Raffaella Paita nel giorno del Consiglio regionale monotematico sul referendum costituzionale.
“Finalmente la lentezza delle norme, i veri e propri mali storici con i quali il nostro Paese ha convissuto per trent’anni, potranno essere superati attraverso un Parlamento più snello e nelle condizioni di decidere e legiferare più velocemente. Grazie a questa riforma inoltre il Senato potrà essere più rappresentativo del territorio e delle istanze che da esso proverranno grazie alla partecipazione dei sindaci e dei consiglieri regionali”.
“A queste chiare e limpide ragioni si è opposto anche in Consiglio regionale un fronte del No accomunato solo dal desiderio di essere contro. A cominciare dalle forze della destra che sostengono Toti e che in Parlamento avevano votato a favore di questa riforma, ricordiamo addirittura la proposta di attuare il presidenzialismo avanzata da Silvio Berlusconi. Anche il no del M5S ci appare molto contraddittorio. Il Movimento da sempre professa di voler ridurre i costi della politica, salvo poi tirarsi indietro ogniqualvolta si prospetta l’occasione di mettere in pratica questo obiettivo. E’ chiaro che la riforma porterà con sé un’ampia riduzione di costi e “poltrone” che restituirà credibilità alle istituzioni. Ma i 5 Stelle dicono ancora una volta no”.
“Un no strumentale e a prescindere. Al quale vogliamo opporre invece il nostro Sì. Un sì per dare compiutezza alla nostra democrazia” conclude Paita.
“Chi non andrà a votare aiuterà Renzi e i poteri forti. Le ragioni del NO al referendum del 4 dicembre – ha spiegato il capogruppo del Carroccio Alessandro Piana – sono molteplici. Di sicuro non ci saranno risparmi, ma la riforma truffa cambierà in peggio la vita dei cittadini e le realtà sul nostro territorio, che saranno sempre meno tutelate.
“La riforma truffa di Renzi in realtà va contro il decentramento ed è a favore dell’accentramento dei poteri a Roma, sempre più asservita alla UE e alle grandi lobby che senz’altro non fanno gli interessi della popolazione”.
“Oggi si cerca di togliere anche una volontà alle Regioni, che sono rimaste le ultime amministrazioni sul territorio, forse scomode, in grado di manifestare dissenso locale, promulgare leggi e contrastare, con le loro deleghe, egemonia ed oligarchia del potere centrale che si vuole rafforzare nell’ambito di un preciso disegno anti democratico del Pd. La riforma di Renzi, UE e poteri forti, non è affatto un atto di cambiamento democratico a favore del popolo, ma è pericolosa per tutti. Donne e uomini liberi votano NO” conclude Piana.
“Votare No al referendum costituzionale significa dire No a chi vuole smantellare l’unica vera carta dei diritti esistente; No ai privilegi della casta; No agli inquisiti in Parlamento; No alla finta lotta agli sprechi; No all’annichilimento morale, sociale, e persino lessicale di questo paese” dicono i portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria.
“La schiforma firmata da Renzi, Boschi e Verdini smantellerebbe addirittura 47 articoli della Costituzione: più di quanto ne siano state modificate dal 1948 ad oggi – ricorda il Gruppo M5S – Siamo di fronte a una demolizione controllata dei nostri diritti imposta dalle banche e dalle lobby, che riduce ulteriormente i già precari spazi di democrazia, che toglie ai cittadini la possibilità di votare direttamente i senatori, che allontana ancora di più la gente dalla partecipazione alla vita politica del nostro paese. Un esempio su tutti? La finta abolizione del Senato, che viene mantenuto eccome, ma non sarà più eletto da nessuno. Il tutto per risparmiare meno di 50 degli oltre 500 milioni di euro che ci costa il Senato (meno del 10%), mantenendo intatte le immunità parlamentari”.
“Ci dicono che la riforma snellirà la macchina legislativa quando, nella realtà, la renderà solo più contorta e complicata: da un sistema unico di approvazione delle leggi, si passa a 12 sistemi diversi, ognuno più tortuoso e cervellotico dell’altro – proseguono i pentastellati – mentre per le leggi di iniziativa popolare sono state triplicate le firme necessarie, in un momento in cui i cittadini si allontanano dalla politica, disgustati da ruberie e corruzioni di ogni tipo”.
“C’è un solo modo per impedire tutto questo – chiudono i Cinque Stelle – Votare No il prossimo 4 dicembre per mantenere la sovranità popolare, le garanzie costituzionali e il diritto di suffragio universale anche per il Senato, unica strada per salvare la democrazia dalle mani delle banche e delle lobby e dei loro referenti al governo” conclude il M5S.
“Siamo in presenza del più grande sconvolgimento della nostra Costituzione: Renzi intende modificare ben 47 articoli, più di quanti ne siano stati modificati in tutta la vita repubblicana di questo Paese – dichiara Pastorino di Rete a Sinistra -. Una riforma passata a colpi di fiducia, votata da una maggioranza illegittima perché eletta attraverso una legge incostituzionale. Ma questo i sostenitori del SI fanno finta di dimenticarlo”.
“Almeno la campagna referendaria ha il merito di mostrare chiaramente da che parte stia l’establishment di questo Paese. Sono per il SI le banche, Confindustria, le lobbie degli affari, le consorterie dei grandi gruppi, più qualche “intellettuale organico” improvvisamente folgorato sulla via di Renzi – prosegue Pastorino -. Al contrario l’ANPI non è certo un potere forte, come non lo è la massa di persone comuni che si mobilitano per il NO”.
“Questa riforma vuole togliere competenze alle regioni e neutralizzare l’attività istituzionale dei territori; dovremo sottostare ancora di più al potere del governo centrale. In cuor suo, nessun consigliere regionale dovrebbe appoggiare un progetto simile, semplicemente perché è in conflitto con il mandato che gli è stato affidato dagli elettori – commenta Pastorino -. E i famosi risparmi ai costi della politica? Solo sulle spalle dei governi periferici, mentre nei palazzi romani non cambia nulla”.
“I sostenitori dicono che questa riforma consentirà di accelerare i tempi, di rispondere più velocemente: sì, ma soltanto alla legge dei mercati, di sicuro non al popolo italiano. Oggi la Costituzione salvaguarda gli interessi collettivi; rappresenta un punto di equilibrio, a prescindere dal colore politico dei governi – sottolinea Pastorino -. Ma questo ai mercati non va bene: la tutela dei diritti collettivi rappresenta un ostacolo al turbo-liberismo, ecco spiegato perché oggi la Costituzione è nel mirino dei riformatori”.
E proseguono anche gli incontri pubblici in vista del voto: “Per spiegare le ragioni per le quali sia giusto difendere la nostra attuale Costituzione del 1948, che fu ampiamente condivisa tra le varie forze politiche, sabato 19 novembre alle ore 21presso l’Auditorium comunale di Albisola Superiore, Via Massa7, si terrà il convegno-dibattito: “Le ragioni del NO”. L’incontro, organizzato dal Meetup delle Albissole, insieme al Meetup di Celle Ligure ed al M5S Varazze, vedrà la partecipazione dei Portavoce alla Camera dei deputati Sergio Battelli e Simone Valente, dei Consiglieri Regionali M5S liguri Alice Salvatore, Marco De Ferrari e Andrea Melis. Ci sarà anche la partecipazione della Costituzionalista Prof.ssa Alessandra Cerruti e del Presidente della sezione ANPI di Albisola Gianni Ferrando.
E domani, sabato 18 novembre, alle ore 20,00 presso il Cinema dei Cappuccini di Loano organizzato dai Cittadini Attivi Loanesi Casa dei Circoli, Stella del Carmo, si terrà un piccolo rinfresco e poi un dibattito per spiegare le ragioni del No con Roberto Melone (introduzione della serata e moderatore), Laura Sero – Presidente ANPI Loano, Andrea Melis – consigliere regionale M5S, Gabriella Branca – Comitato del NO – e l’avvocato Marco Ghisolfo.
Sempre domani, alle ore 18:00, a Carcare presso il Bar Milli, incontro-aperitivo “con chi ha voglia di ascoltare le ragioni del NO”. E in Val Bormida, a Cairo Montenotte, domani pomeriggio, alle ore 16:00, presso la sala della S.O.M.S di Cairo Montenotte, si svolgerà l’incontro aperto alla cittadinanza, nel quale saranno spiegate le motivazioni per le quali è indispensabile votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. Parteciperanno rappresentanti del Movimento 5 stelle, i consiglieri regionali Andrea Melis, Alice Salvatore, Marco De Ferrari e i parlamentari Simone Valente, Sergio Battelli unitamente al Presidente provinciale dell’ANPI Samuele Rago.