
Genova. No al maxischermo sulla facciata della Regione con le immagini promozionali della Liguria turistica ma sì al maxi spot per una nota casa telefonica. In una città che ha come slogan “more than this” può capitare anche che succedano cose di questo tipo come vedere il palazzo dell’ente, nella piazza centrale della città trasformato in una mega pubblicità.
Dietro a questo, però, c’è un piccolo giallo, o forse addirittura due. Il primo riguarda il posizionamento del cartello, una decisione che sarebbe stata presa nonostante l’opposizione della Regione. L’ente, che era stato informato della decisione era arrivato, addirittura,alla diffida. Me questo non è bastato e, questa mattina, la sorpresa.
È qui spunta il, secondo giallo che riguarda i rapporti con il Comune di Genova che si occupa di pubblicità neile facciate in ristrutturazione con un capitolo apposito del “piano generale della pubblicità”. Sembra difficile pensare che una simile richiesta, nella piazza principale di Genova, su un palazzo istituzionale, non sia stata valutata con grande attenzione.
Anche perché proprio quella facciata era stata al centro di grandissime polemiche per la richiesta della Regione di proiettare immagini turistiche trasformando il telo che copre i lavori in un grande cinema all’aperto al servizio di visitatori e cittadini. Una richiesta che era stata bocciata da Tursi e e che torna immediatamente alla memoria guardando come è stato trasformato il palazzo. Insomma tutti gli ingredienti per una nuova polemica di fine estate ci sono.
Sulla questione non si è fatta attendere la dura presa di posizione di Giovanni Toti: “La Regione Liguria non ha autorizzato il manifesto pubblicitario sulla facciata della sua sede centrale, di proprietà Unipol. Riteniamo che urti il senso estetico di piazza De Ferrari e provvederemo nelle adeguate sedi per la sua immediata rimozione”.
“Non siamo contrari all’utilizzo della facciata per scopi commerciali – continua Toti – e lo avevamo dimostrato a inizio estate con un articolato progetto, travagliato e poi bocciato, per valorizzare il cantiere del palazzo. Tuttavia riteniamo che questa scelta debba essere studiata e condivisa al fine di diventare un valore aggiunto per la piazza e non un elemento inestetico come invece risulta il manifesto in questione”.