
Savona. Da oltre un mese aveva fatto perdere le proprie tracce. I carabinieri del Comando Provinciale di Milano lo hanno arrestato ieri in Viale Molise, periferia Est del capoluogo lombardo. E’ finita così la latitanza di Ivano Moccia, 55 anni, di Savona. L’uomo era detenuto nel carcere di Opera, alle porte di Milano. Nel penitenziario lombardo stava scontando una condanna a 21 anni per una serie di rapine.
Ma il 23 luglio scorso, dopo essere riuscito a evadere dal penitenziario , approfittando di un permesso premio, ha iniziato a compiere rapine. In appena due giorni, armato di taglierino, aveva fatto irruzione in cinque diverse banche di Milano, riuscendo a portare a termine tre colpi in particolare al Credito Valtellinese di viale Umbria, alla Banca Popolare di Sondrio di viale Lodi e in un altro istituto di credito di via Leoncavallo per un bottino di oltre duemila euro. A incastrare Moccia, i filmati delle telecamere di sorveglianza. Oltre che per l’evasione, Moccia è quindi indagato anche per rapina aggravata.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe continuato a compiere rapine al fine di finanziare la propria latitanza, ma dopo la diffusione della sua foto segnaletica le segnalazioni sono state numerose e ieri sera, dopo 35 giorni di latitanza, il rapinatore seriale savonese è stato rintracciato in via Molise, alle periferia est di Milano, e arrestato prima che potesse espatriare in Spagna. Moccia, ora si trova rinchiuso nello stesso carcere di Opera su disposizione del giudice per le indagini preliminari Chiara Valori che lo ha definito “persona gravata da numerosissimi e seri precedenti”. Per il bandito seriale la pena precedente era stata stabilita con scadenza nel 2028, ma l’eventuale nuova condanna potrebbe aumentare ulteriormente i termini di custodia cautelare in carcere.