
Piana Crixia. Una storia che dura da 115 anni. E’ quella della “Trattoria Tripoli” di Piana Crixia che da quattro generazioni è gestita, al femminile, dalla stessa famiglia.
L’attuale titolare, la signora Alessandra Dogliotti, ha infatti raccolto il testimone che fu della bisnonna Caterina Bovio, poi della nonna Angela Marchisio e infine della mamma Carla Ciarlone. Una storia di tradizione e passione che si è tramandata vivendo momenti storici importanti della storia contemporanea: hanno visto la nascita della rivoluzione industriale, due guerre mondiali, il boom economico degli anni 60 fino ad arrivare ai giorni nostri.
A segnalare la storia di questo locale è Ned Täubl, portavoce del Gruppo Antipolitico Savonese, che è rimasto colpito “dalla loro modestia” e ha ritenuto che “la loro storia meritasse menzione”.
“Era l’agosto del 1901 quando la bisnonna Caterina Bovio e famiglia aprirono la locanda che in origine si chiamava ‘Corona grossa’ poi cambiato in Tripoli. I primi anni non furono facili, si era ancora agli inizi della rivoluzione industriale, la locanda era meta di passaggio anche di migranti che soggiornavano per proseguire poi per Genova per andare oltreoceano. Poi la realizzazione di grandi siti industriali in zona ha visto il soggiornare di parecchi operai, ma la grande guerra era in agguato e le donne di casa dovettero rimboccarsi le maniche per la mancanza di uomini mandati al fronte! C’era la campagna, i figli e la locanda da portare avanti. se queste mura potessero parlare..” racconta la signora Dogliotti.
“I più grandi avvenimenti della storia contemporanea sono stati vissuti e raccontati tra queste mura, ma ci sono storie che nessuno sa che racconto per la prima volta..Era il 1943 e nella locanda soggiornò un ebreo polacco. Il suo nome era Bischinski. Sono giorni difficili: l’Italia ha da poco firmato l’armistizio e adesso la Germania non è più un alleato e la presenza costante delle truppe tedesche in zona convinsero i proprietari della locanda a nascondere e proteggere Bischinski che rimarrà per un anno nascosto in soffitta. Nel locale echeggiava dolcemente il suono del violino dell’uomo tranne quando i tedeschi mangiavano qui” prosegue la titolare della trattoria.
“Venne anche a mangiare il famoso partigiano il biondino in questa locanda! Negli anni successivi abbiamo provato a cercare Bischinski o i suoi eredi, ma senza ottenere risultati e la storia e rimasta sepolta nei ricordi. Una foto e una firma sono l’unico ricordo dell’uomo” spiega Alessandra Dogliotti.

Il nonno della attuale titolare del locale fu anche sindaco di Piana Crixia nei primi anni ’50 e campione italiano di pallapugno, mentre il papà carabiniere è anche apprezzato scrittore di libri sulla storia locale (ha fatto recapitare a Papa Bergoglio i suoi libri tramite l’incontro con i parenti del Santo Padre che vivono a Piana).