
Albenga. Si aggrava ulteriormente la posizione di Vincenzo Marchio e Michele Alessi, i due pusher calabresi accusati dagli inquirenti del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Albenga di rifornire di cocaina i più piccoli spacciatori nordafricani presenti sul territorio ingauno.
I due, finiti in manette durante un blitz dei militari martedì scorso, dovranno rispondere di altre ingenti cessioni che tracciano un rilevante giro d’affari che consentiva a questi fornitori di guadagnare mensilmente e per ogni loro “cliente” intorno ai 20 mila euro al mese.
I carabinieri di Albenga hanno notificato oggi in carcere a Marassi, dove i pusher sono detenuti, l’ordinanza del Gip del tribunale savonese.
Secondo l’indagine degli uomini dell’Arma, guidati sul campo dal Tenente Iacopo Vittorio Rossi, i due calabresi (già arrestati svariate volte dal Nucleo Operativo ingauno per reati inerenti il mondo della droga) erano al centro di un giro di spaccio di cocaina.
Nella casa di Alessi, a Ceriale, gli investigatori del Nucleo Operativo, oltre al narcotico, avevano trovato anche un’ogiva e delle munizioni calibro 380 ACP (Automatic Colt Pistol), chiamata anche “9 corto”, che ovviamente non poteva detenere. La cosa che più ha sorpreso i carabinieri è stata la modalità con la quale custodiva la polvere bianca: in un cassetto del mobile della cucina alla portata dei suoi 4 figli minori. Sempre in cucina, evidentemente utilizzata come laboratorio per il confezionamento dello stupefacente, era stato trovato un bilancino di precisione. Nel tinello invece c’erano i proiettili di arma da fuoco (motivo per il quale Alessi dovrà rispondere, ancora una volta, del reato di “detenzione abusiva di armi o munizioni”).
Durante la perquisizione erano stati sequestrati anche 1000 euro in contanti, ritenuti proventi di attività illecita (l’uomo non svolge alcuna attività lavorativa). Marchio, invece, pedinato a lungo e monitorato con un articolato dispositivo di alcune autovetture di copertura, era stato chiuso e bloccato durante l’attraversamento di una strettoia ad Ortovero. La droga era nascosta nella scatola del cambio: Marchio si era appena rifornito a sua volta da Alessi.
