
Alassio. Volevano vendere l’ecstasy ai clienti dei locali della Riviera per pagarsi la vacanza. Lo hanno confermato davanti al giudice questa mattina Jean Baptiste Carminati e Paolo Ciciriello, di 22 e 19 anni, i due milanesi che l’altra sera sono stati arrestati ad Alassio dai carabinieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga.
I due giovani, nel corso del processo per direttissima, hanno ammesso le loro responsabilità e poi hanno patteggiato un anno di relcusione e 1800 euro di multa con la sospensione condizionale della pena. Al termine del processo Carminati e Ciciriello, entrambi incensurati, sono tornati in libertà.
Il loro arresto aveva preso le mosse da un normale servizio di pattugliamento del territorio da parte dei carabinieri. I due milanesi stavano per salire in auto, ma alla vista dei militari di Alassio, stranamente, avevano richiuso in tutta fretta la vettura e si erano allontanati. Un comportamento che aveva insospettito i militari che li avevano perquisiti in piazza Partigiani.
Un’intuizione che aveva permesso di ritrovare 16 bustine di droga sintetica “MDMA”, un’anfetamina, quella che comunemente viene chiamata anche ecstasy. Lo stupefacente, ogni bustina conteneva alcuni cristalli a forma di gocce d’acqua, era nascosto nella vettura, per la precisione nella tasca della portiera. Per Jean Baptiste Carminati e Paolo Ciciriello erano quindi scattate le manette.