
Albenga. Via Brescia, Piazza Berlinguer, Via Valle d’Aosta, Viale Pontelungo: sono questi i confini di quello che alcuni residenti di Albenga definiscono “il quadrilatero dello spaccio”. A rivelarlo è uno degli abitanti in una lunga lettera-sfogo indirizzata a IVG: “E’ una delle zone più fiorenti della criminalità ingauna – spiega – I condomini degli stabili di queste zone continuano a lamentarsi e subire le limitazioni alla propria libertà di movimento e al diritto a vivere in un luogo sicuro che certi individui, ormai diventati padroni delle aree verdi pubbliche e dei cortili dei palazzi, hanno decretato come loro territorio”.
“Altrettanto lamentano da mesi e mesi i commercianti della zona – rivela l’autore della lettera – che, nonostante le ripetute suppliche (visto che purtroppo si può solo supplicare un aiuto perché pretenderlo è considerato retaggio del ventennio) per un efficace intervento delle forze dell’ordine locali e dello stato, continuano a subire vessazioni personali (dirette e poco velatamente allusive) e alle strutture delle proprie attività (con danni materiali e vandalici di vario genere)”.

La lamentela torna ciclicamente ormai da anni (tempo addietro comparve anche un volantino, qui sopra). Sotto accusa finisce anche il Comune: “L’amministrazione non prende alcun provvedimento, perché impegnato in chiassà quale operazione economico/propagandistica”. Ma non vengono risparmiate neppure le forze dell’ordine: “Hanno i più vari e differenziati metodi di delocalizzazione di intervento – scrivono i residenti – Alle chiamate di spaccio o danneggiamento, rispondono ‘…e cosa ci possiamo fare?’, ‘…fate una bella cosa, scrivete una bella lettera al Capo/Comandante’, ‘…purtroppo stiamo supervisionando un taglio di alberi, poi facciamo un salto a vedere’ o addirittura ‘…mandiamo una macchina a controllare’ e poi non arriva”.
“Bene, adesso la lettera l’abbiamo scritta – tuona il lettore – e se non avrà effetti positivi verranno pubblicate anche foto (di Guardie e Ladri, per la Par Codicio, che fanno o non fanno il loro mestiere durante il servizio) e, già da questa notte, verranno formate squadre ‘miste’ di controllo del quartiere, tipo ronde anche con cittadini extracomunitari residenti in zona, perché anche loro non vogliono passare per quello che non sono”.
Il razzismo infatti, spiega, non c’entra: “I delinquenti e i vandali non hanno uno stato o una nazionalità, sono di tutti gli stati e di tutte le etnie, qui il razzismo non è di casa. Vediamo se le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale troveranno il tempo di fermare le ronde dei cittadini esasperati e delusi, cosi magari incapperanno anche in qualcuno di questi spacciatori o vandali che infestano la zona”.
Va anche detto che la soluzione ad un problema ormai annoso per Albenga non risiede certo in due arresti in più o in meno. Le cronache consegnano ai giornali operazioni delle forze dell’ordine quasi quotidiane, ma la repressione, da sola, può poco: tanto più che la normativa, ad oggi, spesso porta a scarcerazioni quasi immediate. Più che un maggior interventismo da parte dei militari, forse, sarebbe più efficace una riqualificazione totale della zona, con eventi e locali commerciali che modifichino drasticamente “l’utenza” del quartiere.