
Andora. Ha patteggiato sei mesi (pena sospesa) ed è tornato libero il pusher arrestato ieri ad Andora dai carabinieri della compagnia di Alassio e che questa mattina è stato processato per direttissima in tribunale a Savona.
Tutto è partito dalle indagini relative al furto di un telefono cellulare. Il derubato ha fornito ai militari indicazioni che hanno consentito loro di risalire al possibile responsabile. Quando i militari lo hanno intercettato ad Andora, il giovane ha dato segni di agitazione. Il suo comportamento ha quindi insospettito i carabinieri, che hanno quindi deciso di perquisire la sua abitazione.
Qui gli investigatori hanno trovato 10 grammi di hashish già suddiviso in dosi e tutto il materiale per il confezionamento dello stupefacente insieme a parecchi contanti probabili proventi dell’attività di spaccio. A questo punto intorno ai polsi del giovane sono scattate le manette.
Questa mattina in tribunale a Savona si è tenuto il processo per direttissima: il pusher, come detto, ha patteggiato sei mesi (con sospensione della pena) ed è poi tornato in libertà. Il telefono cellulare non è stato ritrovato.