Violenza sessuale

Palpeggiò il seno a bimba di 11 anni alla festa di Capodanno in piazza ad Albenga: chiede scusa piangendo e patteggia

A giudizio c'era un marocchino di 25 anni: per lui niente sospensione condizionale della pena

Savona Tribunale

Albenga. Il nuovo anno per lui non era iniziato nel migliore dei modi: era finito in manette nel bel mezzo della festa della notte di San Silvestro di piazza del Popolo ad Albenga con la gravissima accusa di violenza sessuale nei confronti di una bimba di 11 anni e resistenza a pubblico ufficiale. Un episodio per il quale stamattina, davanti al Collegio del tribunale, un marocchino di 25 anni, R.E.M., dopo aver chiesto tra le lacrime scusa ai genitori della piccola, ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione senza sospensione condizionale della pena (resterà quindi nel carcere di Genova Pontedecimo).

Secondo l’accusa il giovane, che era difeso dall’avvocato Antonio Falchero, la sera di Capodanno aveva palpeggiato sul seno la bambina. Un approccio che non era passato inosservato: sia i genitori della piccola, allarmati direttamente dalla figlia, che altre persone presenti in piazza si erano accorti di quanto successo ed avevano allertato i carabinieri. A quel punto i militari, già presenti in zona per il servizio di ordine pubblico, erano intervenuti portando l’uomo in caserma anche per evitare che la situazione degenerasse (visto che lo straniero stava rischiava il linciaggio alla luce del suo comportamento). Durante le concitate fasi dell’arresto, il ventincinquenne marocchino, in stato di alterazione psicofisica da alcol, aveva tentato di divincolarsi scalciando militari e agenti della polizia municipale intervenuti in supporto dei militari. Di qui anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Davanti al gip R.E.M. si era difeso spiagando proprio di non essersi reso conto di quello che faceva a causa del suo stato di ubriachezza. Concetto ribadito anche questa mattina in udienza dove, contenendo a fatica il pianto, il marocchino si è appunto scusato coi genitori della ragazzina presenti in aula. La famiglia della vittima degli abusi, tra l’altro, ha dimostrato grande umanità e comprensione dimostrando di aver percepito il pentimento del nordafricano.

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