La “Gavaldo Restauro” di Alassio ha concluso il restauro del dipinto di Giovanni Andrea De Ferrari: “La Madonna col Bambino porge lo Scapolare a San Simone Stock”.
La presentazione del lavoro è prevista per sabato 16 luglio 2016, alle ore 21,00, presso la chiesa della Carità in via Vittorio veneto.
Il dipinto “La Madonna col Bambino porge lo scapolare a san Simone Stock” opera del pittore genovese Giovanni Andrea De Ferrari, conservato nella Chiesa di N. S. della Carità e databile al periodo 1631-35 , è stato oggetto di restauro in questi ultimi cinque mesi.
La pittura – già restaurata nel 1969 (“unitamente al resto della Chiesa” come si legge sul retro del telaio) da Ernesto Piumatti di Cervere – presentava un pesante incupimento dei toni dovuto sia agli accumuli di nerofumo e di particolato, che al progressivo degrado della vernice protettiva.
La rimozione degli strati degradati, e degli estesi ritocchi del Piumatti, hanno messo in evidenza un’opera piuttosto logora. Questo degrado costrinse allora il restauratore a eseguire un “rifodero”, ossia il rinforzo della tela antica incollandola ad una nuova. In passato, la pittura subì anche gli strapazzi di puliture aggressive, che ne hanno ridotto lo spessore e provocando un fitto reticolo di minuscole lacune puntiformi diffuso per tutta la superficie. È apparso evidente – osservando la forma e la disposizione di alcune grosse lacune di colore – che il capo della Vergine fosse ornato con alcune stelle (7 o 8 e probabilmente in metallo prezioso), che al collo vi fosse una collana e ai lati del volto un paio di orecchini, plausibilmente già mancanti prima del restauro Piumatti.
Al termine delle operazioni di rimozione degli strati soprammessi, sono state controllate le stuccature del ’69 e completate dove necessario.
Infine, il lavoro più impegnativo: l’integrazione delle lacune pittoriche. Questa è stata distinta per zona d’intervento, di concerto con la dott.ssa Francesca De Cupis della Soprintendenza genovese: nelle piccole lacune è stata eseguita una velatura a imitazione dell’originale, mentre in quelle più estese si è scelto d’intervenire con un ritocco “riconoscibile” a tratteggio.
In questo modo la pittura, liberata da tutte le cause degradanti che ne impedivano la corretta lettura, ha riacquistato il suo vigore compositivo.