
[thumb:1976:l]Celle Ligure. E’ stato l’intervento tempestivo di una volontaria della Croce Rosa cellese e di due carabinieri a salvare la vita della trentanovenne piemontese che ieri, a Celle Ligure, ha tentato di suicidarsi gettandosi in mare.
La donna ha scavalcato la barriera metallica che costeggia il tratto di mare in località Roglio, all’altezza del ristorante “Santorini”, e stava attuando il proposito di farla finita. Provvidenziale l’intervento rapido di un’ambulanza e di una pattuglia del nucleo radiomobile savonese.
Senza esitazione una volontaria della Croce Rosa di Celle di 52 anni si è precipitata per soccorrere l’aspirante suicida. Infilando le mani attraverso la recinzione metallica sull’Aurelia, le ha serrato le braccia intorno alla vita, bloccandola. Nello stesso momento sono sopraggiunti i due militari, che hanno afferrato la trentanovenne per le braccia.
Un insolito coordinamento di energie e la forza fisica congiunta hanno fatto sì che la donna non precipitasse nel vuoto. Rimasta sospesa a picco, scalciava e si dimenava penzoloni per eludere la stretta e realizzare l’insano proposito. Ma i due carabinieri, con un colpo di reni, ne hanno sollevato di peso il corpo e con una parabola l’hanno riversata sulla sede stradale, al sicuro.
Dopo il salvataggio all’ultimo minuto, la donna è stata legata ad una barella, sedata con potenti calmanti e trasportata all’ospedale San Paolo di Savona per essere sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio.
La donna aveva lasciato una lettera in cui spiegava ai tre figli il motivo del tragico gesto. Nella lettera, recuperata dai carabinieri, la signora piemontese (originaria di Torino) dichiarava di aver maturato l’idea di togliersi la vita senza ripensamenti, non per abbandonare i suoi amati figli ma “perché necessario”. Forse la testimonianza estrema di un lungo percorso depressivo.