
[thumb:6662:l]Savona. “Io c’ero e mi sento in dovere di dire alcune cose” afferma Giorgio Barisone, componente del comitato politico federale di Rifondazione Comunista, con l’intenzione di commentare i tafferugli avvenuti in piazza Sisto in occasione del comizio savonese di Silvio Berlusconi. Per lo scontro che ha visto opposti poliziotti e contestatori l’8 aprile scorso ci sono tredici indagati, tutti fra i 18 e 26 anni.
“Ero a pochi metri da dove si sono svolti i fatti – dice Barisone – Ho visto la sparuta e coraggiosa contestazione di una decina di giovanissimi che, in un primo tempo, non riuscivo nemmeno a catalogare come ‘di sinistra’ e, viste le vicine bandiere di estrema destra, avevo erroneamente accomunato ad una diatriba interna alla Casa delle Libertà. Solo a seguito della carica di alleggerimento della polizia che ha spostato i manifestanti in corso Italia e vedendo l’atteggiamento non proprio dialogante delle forze dell’ordine mi sono interposto, con pochi altri per impedire che le cose precipitassero e per richiamare tutti ad un più adeguato senso di responsabilità”.
Per quanto concerne invece l’incitazione a disturbare un libero comizio, prosegue l’esponente di Rifondazione, “ho cercato più volte di spiegare ad alcuni dei più agitati (anche perché si erano gratuitamente presi già una raffica di manganellate a fronte di alcuni fischi e grida) la differenza tra contestare un normale ‘comizio’ rispetto alla contestazione di un ‘comizio elettorale’, sia di Berlusconi come di Veltroni, sulla base delle vigenti normative di legge”.
[image:6638:r:s=1]”Saremmo noi i cattivi maestri?” si chiede Giorgio Barisone, alludendo alle critiche avanzate dai consiglieri di minoranza in Provincia Nicolick, Bracco e Bellasio, che avevano accusato “alcuni adulti noti per il loro orientamento politico” di aver gestito la strategia dei giovani manifestanti, istigandoli a turbare il libero comizio. “Essendo un adulto noto per il proprio orientamento politico, esattamente come i consiglieri provinciali di opposizione – osserva il rappresentante del Prc – mi sento in dovere di chiarire che ho agito e con successo come ‘interposizione’, insieme ad altri miei ‘adulti compagni e compagne’ presenti in corso Italia, tra il gruppetto di giovani già caricati dalla polizia e gli stessi componenti delle forze dell’ordine che presidiavano l’angolo di piazza Sisto”.
Spazio poi all’autocritica senza veli proprio verso gli “adulti” di sinistra. “Da troppo tempo troppi di noi lasciano soli i giovanissimi in piazza, sia in giuste sia in sbagliate contestazioni. E’ tempo che in piazza si scenda anche noi adulti, così come hanno fatto a loro tempo i cinquantenni ed i sessantenni nella metà degli anni Settanta, per indicare la via giusta della libera opposizione ad ogni scelta di imbarbarimento culturale della nostra società da qualsiasi parte provenga” conclude Barisone.