
[thumb:8903:l]Loano. La carica di consigliere regionale acquisita dal forzista loanese Pietro Oliva è a rischio. Il caso è stato sollevato dall’altarese Graziano Falciani, che ha presentato una memoria alla Giunta delle elezioni della Regione Liguria nella quale ha chiesto di dichiarare l’ineleggibilità di Oliva in quanto quest’ultimo, al momento della propria candidatura, ricopriva incarichi nel consiglio d’amministrazione della Filse Spa e in quello della Società Insediamenti Produttivi Savonesi.
Le poltrone occupate da Oliva nell’aprile del 2005, all’epoca della tornata elettorale, renderebbero il candidato ineleggibile ai sensi della legge 154 del 1981. Questa la tesi di Falciani, che con Franco Orsi, Angelo Barbero e appunto lo stesso Oliva aveva partecipato alle elezioni nella lista di Forza Italia per la circoscrizione provinciale di Savona.
A seguito delle dimissioni di Orsi, ora senatore, e di Sandro Biasotti, ora deputato, lo scorso giugno nell’assemblea legislativa ligure avevano trovato spazio Pietro Oliva e l’albenganese Angelo Barbero. Ma Falciani, rivendicando un suo diritto come terzo dei non eletti, ha alzato il polverone, mettendo in difficoltà il consiglio regionale, che ancora attende di procedere alla convalida dei neo eletti.
Una situazione di difficile soluzione per Giacomo Ronzitti, presidente del consiglio ligure, che ha investito della faccenda l’avvocato distettuale dello Stato. Proprio qualche giorno fa è arrivato il parere, formulato sulla base dell’esposto presentato da Falciani e delle controdeduzioni consegnate da Oliva. L’esame della normativa e della giurisprudenza si è rivelata particolarmente intricata ed è probabile che l’amministrazione regionale, che in ultimo è chiamata a decidere sulla controversia, disporrà un supplemento di istruttoria.
Secondo l’Avvocatura di Stato, la presenza nel consiglio d’amministrazione della Società Insediamenti Produttivi Savonesi (IPS Scpa), partecipata della Filse, sembra essere la questione più problematica per l’elezione di Oliva. Il fatto che il neo consigliere loanese non si sia dimesso entro il giorno per la presentazione delle candidature ora mette in dubbio la sua permanenza in Regione. Il contendente Graziano Falciani si è appigliato in particolare alle pronunce della Corte di Cassazione secondo cui l’appartenenza ad una società per azioni con capitale maggioritario della Regione configura la causa di ineleggibilità.