
Savona. Nelle due “Vetrine d’Artista” concesse dalla Cassa di Risparmio di Savona, in corso Italia nella sede centrale grazie alla particolare sensibilità del suo presidente prof. Franco Bartolini, sono esposte da oggi alcune opere di Eso Peluzzi, della sua produzione forse meno nota (disegni ed incisioni), ma particolarmente interessanti per notare la qualità del suo disegno. Resteranno in mostra fino al 15 settembre.
Nella memoria di tanti appassionati e collezionisti le opere ad olio di Peluzzi sono ben presenti (la solitudine dei vecchi del Santuario, il paesaggio della stessa vallata ove ha abitato per molti decenni), ma tali creazioni nascono sempre dal disegno, dal bozzetto dal quale traspare, comunque, la qualità, incisività del “segno” dell’artista. Nelle “Vetrine” in questione appaiono, quindi, alcuni disegni (uno studio di figura del 1924) a carboncino e un piccolo paesaggio sempre degli anni Venti, propedeutici alla grande pittura peluzziana ricca di accenti di lirismo, di poesia intima nel racconto della vita e della natura con echi dal Divisionismo.
Opere che qualcuno definisce “minori” ma che, certamente, aiutano a comprendere meglio la capacità descrittiva, narrativa e creativa di Eso Peluzzi che con pochi avvincenti, essenziali tratti riesce, sempre, ad emozionare l’osservatore, a fissare sulla carta il valore intimo ed etico del paesaggio a lui caro (Monchiero, il Santuario di Savona, eccetera). Forza della sua capacità tecnica ed inventiva che stupisce, ancora, con le silenti forme di violino così intimamente legate al ricordo del padre liutaio e calate in un’intensa atmosfera metafisica.
L’associazione “Aiolfi”, con questa piccola esposizione, intende rendere omaggio, ancora una volta, al maestro Peluzzi che ha amato profondamente Savona e le sue genti (ne è evidente il lavoro da lui svolto nell’affresco storico della sala consiliare del Municipio savonese), che ha saputo essere “maestro” per tanti altri giovani artisti che da lui hanno tratto l’interesse per gli ultimi, gli orfani, i tetti ed i borghi ligustici e quelli dove ha vissuto (Varigotti, Bardonecchia, Santuario di Savona e Monchiero).
Lavori di grafica, sempre raffinata ed educata dal tratto deciso, saldo e sicuro, a volte con interventi ad acquerello, altre con il segno colorato dalla sanguigna; diversificate con il netto contrasto tra il carboncino nero ed il fondo bianco, assoluto, del foglio di carta per far emergere il senso, il significato anche etico dell’opera. L’uomo Peluzzi era un tutt’uno con l’artista Peluzzi, “cittadino onorario di Savona, lui nato a Cairo Montenotte.
Paesaggio, 1926, carboncino su carta:
[image:8870:c:s=1]