
[thumb:8807:l]Savona. Un’infermiera professionale del reparto unità infettive dell’ospedale San Paolo di Savona è stata arrestata dagli uomini della questura savonese. La donna, Giovanna Arca, 40enne genovese ma residente ad Albissola Marina in via Ponchielli 25, è finita in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. Inoltre è stata denunciata a piede libero per furto continuato ed aggravato di materiale da una struttura pubblica.
La donna, che aveva un precedente risalente al 1991 per detenzione di sostanze stupefacenti, era stata controllata saltuariamente per le amicizie che aveva nel mondo della tossicodipendenza locale. Da una ventina di giorni gli uomini della questura avevano iniziato a seguirla, fino al momento dell’arresto, avvenuto nel pomeriggio di ieri, quando la donna stava uscendo dal lavoro. Quando è stata fermata era in possesso di un sacchetto contenente lenzuola ed altro materiale sottratto dall’ospedale.[thumb:8808:r:s=1]
Secondo gli inquirenti l’infermiera compiva costantemente furti di piccole quantità di oggetti e medicinali ai danni della struttura ospedaliera.
La donna, nubile, viveva da sola in un appartamento di due piani di proprietà del padre. Al secondo piano, durante la perquisizione domiciliare successiva all’arresto, gli inquirenti hanno trovato una vera e propria “centrale della droga”. L’infermiera aveva allestito una serra adibita alla coltivazione di marijuana, con 3 lampade di oltre 500 watt, un sistema di aerazione casereccio ma perfettamente funzionante e 10 vasi in grado di produrre oltre 2 chilogrammi di sostanza stupefacente.
La sua attività illecita era doppia. Oltre a produrre e commercializzare droga, era solita sottrarre farmaci e materiale di ogni tipo dal San Paolo: lenzuola, cerotti, asciugamani. Riguardo ai farmaci, rubava sia quelli di uso comune che quelli rientranti nelle tabelle che includono gli stupefacenti. E’ stata trovata in possesso di 6 fiale di morfina, 5 confezioni di Bromazen e 4 di Valium (entrambi ansiolitici), 45 compresse di Halcion ed altre di Exotan, un antidepressivo, e 40 millilitri di metadone. Per quanto riguarda le sostanze stupefacenti sono stati inoltre sequestrati 193 grammi di marijuana e 40 di hashish.
Considerato che, anche per gli infermieri, per entrare in possesso di suddetti farmaci è necessario, oltre alla ricetta, il nominativo della persona che li necessita, gli inquirenti sono giunti alla conclusione che la donna non somministrava tutte le medicine richieste dalle cure dei malati.
“Questa importante operazione” ha dichiarato il questore di Savona Giovanni Trimarchi, “dimosta che lavoriamo a 360 gradi anche nelle strutture pubbliche, dove i dipendenti possono compiere illeciti sfruttando i vantaggi derivanti dal loro lavoro. Devo ringraziare la direzione ospedaliera del San Paolo per la collaborazione essenziale data durante le nostre indagini”.
“In questo caso” prosegue Trimaschi, “il danno per collettività era doppio: la donna produceva e spacciava, inoltre rubava alla sanità pubblica e non somministrava farmaci ai pazienti. Indubbiamente siamo rimasti sorpresi durante la perquisizione: non ci aspettavamo una vera e propria centrale della droga”.
[gallery=40]