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Politica

Margonara, Diaspro (M5S): “Sì ai posti barca alle Funivie, no a speculazioni edilizie”

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Margonara, Diaspro (M5S): “Sì ai posti barca alle Funivie, no a speculazioni edilizie”
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Savona. “Rispondiamo con piacere alle domande ricevute da Gruppo Mamme Margonara, Salviamo La Madonnetta, Margonara Viva, Madonnetta Forever riguardanti la nostra posizione sul futuro della zona Margonara”.

Ecco le domande e le dichiarazioni del candidato sindaco del M5S a Savona.

Ritiene davvero che l’attuale progetto di un porticciolo con area residenziale, nel sito attualmente prescelto, possa rappresentare, tuttora, alla luce del panorama produttivo attuale, un’occasione di sviluppo economico e lavorativo? “Certamente no. Noi siamo fra coloro che hanno sempre ritenuto pericolose, sovradimensionate e impattanti le speculazioni edilizie legate ai porti. Già la cementificazione totale della costa per creare porti o rimessaggi per barche di lusso è controproducente, fallimentare nel bilancio fra territorio consumato, posti di lavoro ed economia turistica. Se in più ci si aggiunge speculazione edilizia a corredo, presunta fonte di guadagno correlata, il bilancio è ulteriormente e disastrosamente in perdita. Questo da sempre: a maggior ragione ora, che con la crisi economica e immobiliare il progetto appare datato in modo irrimediabile. Il rischio è lo scempio senza alcun ritorno. Un rischio da scongiurare con tutti i mezzi a disposizione. In sede di adempimento alla delibera regionale poi bocciata dal Consiglio di Stato, la maggior parte del Consiglio Comunale si preoccupava soprattutto di come salvare il porto in zona Margonara, con un emendamento ambiguo. Votammo contro il recepimento della delibera proprio a causa di quell’emendamento. Per noi la coerenza è un valore fondamentale, non si può dire altrettanto di altri che sono stati contrari al porto solo a parole”.

Ritiene davvero che l’unica possibilità di valorizzazione della zona della Margonara sia
un’infrastruttura portuale, o valuta, per il sito in esame, soluzioni alternative, ambientalmente sostenibili? Se si, quali e con quali potenziali vantaggi? “Un sito ancora relativamente integro, a così breve distanza dal porto di Savona, deve essere preservato. Spiaggia libera o libera attrezzata, punto di partenza per escursioni subacquee e gite, legate magari al santuario dei cetacei, sede di manifestazioni estive anche con valenza simbolica, punto di collegamento con eventuale museo del mare e dello studio dell’ecofauna e flora marina, sede per progetti innovativi di imprenditoria e cooperazione sociale, legati per esempio allo sport per disabili e all’impiego di personale disagiato o in categoria protetta. Qualsiasi idea responsabile, che valorizzi mantenendo le caratteristiche dell’area, può essere praticabile, a partire dal definitivo cambio di destinazione d’uso dell’area nel piano regolatore portuale. La nostra spiaggia può continuare a essere il simbolo delle lotte dei cittadini contro chi specula a danno dell’interesse collettivo”.

Ritiene fattibile e/o auspicabile un riposizionamento del porto turistico, per esempio nel sito ormai dismesso delle ex Funivie, all’interno del porto, già fortemente modificato? “Questa è stata la nostra proposta fin dall’inizio. Vogliamo che i posti barca vengano previsti al posto dell’ex terminal funivie, installando banchine galleggianti a ridottissimo impatto ambientale e a basso costo, come nelle marine di mezzo mondo. I posti barca devono essere messi a disposizione della tipica nautica locale, a prezzi popolari. L’indotto può prevedere anche i servizi necessari allo sviluppo e al sostegno dell’area. Pensiamo ad un progetto che valorizzi tutta la zona Miramare, partendo dal San Giacomo e arrivando fino al mare, restituendo alla città una zona di pregio e di valore economico e sociale”.

La Sentenza ha individuato una serie di errori procedurali, da parte delle Autorità competenti, che permetterebbero al costruttore, di rivalersi nei confronti delle stesse, con una richiesta di risarcimento, nel caso in cui il porto non venisse realizzato. Con queste premesse, come procederebbe a fronte di un’eventuale richiesta di risarcimento da parte del costruttore? “La sentenza non dà il diritto a Gambardella di costruire alcunché. Certifica solo che i vari Enti (Regione, Autorità Portuale, Comune) hanno fatto palesi errori procedurali violando così le norme previste dall’iter progettuale. La costruzione del porto in località Margonara deve essere impedita e può esserlo modificando accuratamente tutti gli strumenti di pianificazione territoriale, come rilevato dalla sentenza del Consiglio di Stato. Analizzando a posteriori la gestione dell’iter progettuale, con i vari errori, ritardi e omissioni degli enti preposti, se ne ricava l’impressione di un percorso destinato ad arrivare alla situazione odierna, che spaccia per inevitabile l’avvento del porto in zona Margonara e vuole salvaguardare la speculazione. In caso Gambardella avanzasse una richiesta di risarcimento danni, daremo mandato ai nostri legali per verificare la possibilità che politici e dirigenti coinvolti paghino come responsabili in solido degli errori commessi”.

Quanto al rapporto tra le Amministrazioni comunali e l’Autorità Portuale: è possibile coniugare le esigenze sanitarie/ambientali e turistiche dei comuni costieri di Savona, Albissola Marina e Vado Ligure con le politiche messe in atto dall’Autorità portuale e degli indirizzi da essa proposti? Ritiene che attualmente avvenga? “Diciamo basta al rapporto di sudditanza del Comune nei confronti di Autorità Portuale. Per troppi anni il porto ha deciso le sorti della città senza che i savonesi potessero essere informati di ciò che stava avvenendo. Non solo Margonara, ma anche la speculazione di ORSA 2000, la mancata elettrificazione delle banchine, la spesa spropositata per la nuova sede e, ultimo esempio in ordine temporale, il deposito di bitume. Senza dimenticare che Savona è l’unica città in Italia che non ha il controllo sulle sue spiagge, che sono in mano all’Autorità Portuale. Se un tempo questo era nell’ottica del progetto a lungo termine di unico porto fra Savona e Vado, oggi, per fortuna, certe forme di sviluppo insostenibile sono tramontate. Dunque, deve cambiare anche questa situazione, in una forma più gestibile e più favorevole per i cittadini. Come in ogni città italiana sede di Autorità Portuale vogliamo ripristinare il principio di leale collaborazione, restituendo a Savona il suo ruolo di guida nello sviluppo dell’attività portuale, sfruttando le moderne tecnologie, eliminando le attività incompatibili con l’indirizzo economico della città e facendo sì che l’Autorità Portuale torni ad avere
lo scopo per cui è nata: organizzare, sviluppare e gestire le attività portuali”.

“La nostra battaglia contro la speculazione del porto della Margonara risale a oltre dieci anni fa, quando eravamo solo un gruppo di cittadini fuori dalle istituzioni che aveva a cuore il futuro della propria città. Oggi che ci candidiamo ad amministrare Savona, vi garantisco che insieme agli altri rappresentanti del MoVimento 5 Stelle eletti in Comune, in Regione ed in Parlamento continuerò a impegnarmi per la salvaguardia e la valorizzazione della spiaggia della Margonara”.

Federico De Rossi
18 Maggio 2016 alle 18:42
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