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Ambiente, 5,67 kg ad abitante: ecco la raccolta di rifiuti Raee nel savonese

Federico De Rossi
11 Maggio 2016 alle 17:32
11 Maggio 2016
Ambiente, 5,67 kg ad abitante: ecco la raccolta di rifiuti Raee nel savonese
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I dati sullo smaltimento di materiale elettrico ed elettronico

Liguria. In Liguria, nel 2015, sono stati raccolti oltre 8 milioni di chili di rifiuti elettrici ed elettronici, i cosiddetti Raee. Nel corso dello scorso anno, la Liguria ha visto un incremento del 5,68% della raccolta, con una percentuale di 5,31 kg per abitante. Genova risulta essere la provincia più virtuosa con 4.679.000 kg (raccolta pro capite 5,43 kg), seguita da Savona con 1.600.000 kg (5,67 kg ad abitante), La Spezia con 1.113.000 kg (5 kg a testa) e Imperia con poco più di un milione (4,67 kg pro capite).

I dati sono stati forniti dall’assessore regionale all’Ambiente Giacomo Giampedrone e dal direttore generale del Centro di Coordinamento Raee, Fabrizio Longoni. I grandi elettrodomestici come lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi costituiscono la maggioranza degli apparecchi conferiti nei 79 centri di smaltimento, seguono i televisori e i piccoli elettrodomestici.

“La Liguria è sicuramente tra le regioni più virtuose – spiega Fabrizio Longoni – con una media pro capite di oltre 5 chili”. Il direttore del centro di Coordimaneto Raee sottolinea poi, come “una corretta gestione dei rifiuti sia anche vantaggioso. I
comuni più virtuosi sono premiati con un ritorno economico, che servirà a gestire i centri”. Il comune di Genova, lo scorso anno, ha avuto 250 mila euro. Obiettivi sono incrementare la raccolta e i centri di conferimento.

“I dati sono confortanti in un quadro generale negativo per quanto riguarda la raccolta differenziata in Liguria e a Genova in modo particolare – commenta l’assessore Giampedrone – Per troppo tempo si e’ pensato ai rifiuti come a un vincolo e non a
una risorsa, ora dobbiamo cambiare rotta, dobbiamo svoltare. Ci vuole un cambio di cultura, di mentalità. Bisogna produrre meno rifiuti, più differenziata e impiantistica adeguata, per poter trattare la parte organica in regione, riducendo i costi”.

“Sulla raccolta dei Rifiuti elettrici ed elettronici abbiamo raggiunto un obiettivo importante con un incremento, registrato nel 2015 rispetto all’anno precedente, superiore al 5% che posiziona la Liguria tra le regioni più virtuose in questo settore. La raccolta dei Raee è però una piccola nicchia del settore e questi risultati positivi sono inversamente proporzionali rispetto ai dati sulla raccolta differenziata di tutti gli altri tipi di rifiuto e soprattutto dell’organico per cui la situazione in Liguria è ancora di emergenza. I risultati sui Raee devono essere d’esempio e di stimolo. Per troppo tempo in Liguria si è pensato al rifiuto come un vincolo e non come una risorsa: oggi dobbiamo arrivare ad una svolta, culturale e non solo, su questa partita molto impegnativa”.

“Con l’approvazione, a novembre dello scorso anno, della nuova legge sui rifiuti – ha aggiunto l’assessore Giampedrone – abbiamo avviato una battaglia, che stiamo ancora combattendo, per cercare di arrivare almeno al 45% di raccolta differenziata così da essere allineati con le altre regioni italiane. E’ in fase di rinnovo l’accordo con il Piemonte per poter portare fuori provincia i rifiuti genovesi, ma questo costa moltissimo ai cittadini. Io vorrei poter arrivare a trattare in casa, in tutta la Liguria, almeno l’organico, differenziato in modo corretto: questo consentirebbe di abbattere di almeno il 30% il nostro monte rifiuti e conseguentemente far diminuire le tariffe”.

L’assessore Giampedrone ha poi spiegato che “il modello che abbiamo in mente è di un concorso tra pubblico e privato per arrivare a traguardare i nostri obiettivi: una dichiarazione di pubblico interesse da parte delle Province su determinati siti individuati insieme ai Comuni sui quali, come nei casi di Imperia e La Spezia – le due Provincie più avanti sull’impiantistica futura – si fa un project financing per attrarre investimenti privati da affiancare alla quota pubblica. E’ evidente, infatti, che le società esclusivamente pubbliche non possono, da sole, garantire gli investimenti necessari per arrivare ad una adeguata impiantistica di cui la Liguria ha bisogno. Quando parliamo di impiantistica – ha spiegato – parliamo di biodigestori per il trattamento dell’organico: tutto il resto va recuperato mentre il tal quale continuerà a essere smaltito negli impianti di termovalorizzazione delle altre regioni del nord. Ciò che in Liguria non si può più tollerare – ha concluso – è rimanere fermi proseguendo esclusivamente la politica delle discariche senza aumentare la raccolta differenziata e senza avere un’adeguata impiantistica, al passo coi tempi”.

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