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Politica

Millesimo, lettera appesa nella piazza del Comune: “Concorsi ad hoc e dipendenti al bar…”

Un anonimo anziano attacca la gestione Pizzorno a 360 gradi: ed il testo fa il giro del paese, scatenando discussioni

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Millesimo, lettera appesa nella piazza del Comune: “Concorsi ad hoc e dipendenti al bar…”
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Millesimo. Una lettera indirizzata al sindaco Pietro Pizzorno, alla capogruppo di minoranza Maria Zunato e al giornale locale valbormidese “Carta Bianca”, per denunciare ciò che “non funziona” all’interno del Comune di Millesimo. Il testo ha fatto la sua comparsa ieri pomeriggio all’interno di una bacheca nella piazza del Comune, creando molte discussioni in paese per i contenuti non certo teneri.

A redigerla un anonimo “anziano valbormidese” che si definisce “un modesto cittadino, ormai attempato” e che, racconta, “ha lavorato in fabbrica per 50 anni, sui 4 turni, sudando e faticando come tutti ma sempre portando rispetto per il mio posto di lavoro e per la mia persona”. Le accuse che lancia nella sua lettera sono gravi, e spaziano dai concorsi “ad hoc” all’assenteismo dei dipendenti comunali, passando per la presunta inefficienza dell’amministrazione e lo scarso contributo della minoranza.

“Sono sconcertato nel vedere il comportamento di certi dipendenti comunali che hanno la loro sede distaccata dell’ufficio presso un bar di Millesimo – accusa – penso che chi ha la fortuna al giorno d’oggi di avere un posto fisso, statale e ben remunerato dovrebbe avere il buon gusto, l’etica e l’umanità di rivestire in modo congruo la sua mansione, rispettando orari di lavoro, posti e competenze”. E via con l’elenco dei bar preferiti dai vari dipendenti, un cognome dopo l’altro.

E nel mirino finisce anche il concorso con il quale due di loro sono stati assunti. “Sarà una combinazione – si chiede l’anonimo – che il concorso sia stato fatto in un Comune diverso da Millesimo, dove, ‘combinazione’, c’è il medesimo Segretario che riveste la stessa mansione… direi che è quantomeno bizzarri, che sia stato davvero fatto tutto in trasparenza? Che non vi siano state manovre ad arte per poter finalmente sistemare queste due impiegate? Gli altri partecipanti sono stato danneggiati? Sono stati lesi i loro diritti con raggiri messi in atto da qualcuno? Siamo poi così sicuri che avrebbero superato il tanto agognato esame?”.

Il testo prosegue analizzando tutti i presunti “favori”: ecco allora che al suocero del vicesindaco vengono concessi 4 giorni di chiusura di una strada pubblica, mentre al cognato del sindaco viene accordato il permesso a realizzare un’area per il pattinaggio artistico. “Stiamo vivendo una seconda era di Berlusconi – denuncia l’autore della lettera – ad personam”.

La sua furia continua, spaziando dai disagi (“strade impraticabili, lavori incompiuti, illuminazione a tratti, aiuole lasciate a se stesse, giardini pubblici sporchi”) alla vendita della Casa della Fondazione a un privato. E un attacco diretto al sindaco Pizzorno: “Lo vedo solo quando alza il boccale per festeggiare alla Festa della Birra”. Mentre all’epoca di Mauro Righello, rimpiange l’anziano, “almeno c’era decoro, ordine, pulizia, musica in piazza ad una data ora, orario di lavoro rispettato, posizioni e fuori ben definiti”.

“Pizzorno non doveva fare molto, era già stato fatto tutto; doveva però almeno mantenerlo”, sostiene amaro l’anziano. Che, tra timori di nuovi “casi Sanremo” (“Chi timbrerà in mutande?”) e favoreggiamenti, conclude: “Non riconosco questo paesino che si è fatto da solo, che era ricco e curato e che con l’era di Righello ha visto lo splendore. Righello amava Millesimo e ci credeva, Pizzorno aspetta solo che finisca il suo mandato. Chi come me ha fatto la guerra e visto la ricostruzione non può accettare simili soprusi e la totale mancanza di etica e morale”.

(in alto l’immagine della lettera integrale affissa in bacheca)

Andrea Chiovelli
15 Aprile 2016 alle 11:33
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  • Politica
  • lettera anonima
  • Millesimo
  • Pietro Pizzorno

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