
Spotorno. Proficuo incontro questa mattina in Regione tra gli amministratori locali e dirigenti di Area Popolare – Ncd della Liguria ed il Ministro agli affari regionali Enrico Costa, incontro organizzato dal consigliere regionale Andrea Costa. Il Ministro, dopo aver confermato la propria disponibilità a partecipare ad incontri nella provincia di Savona, nella città capoluogo, così come a Loano e Spotorno per sostenere le liste di centro destra in corsa per le prossime elezioni amministrative.
E proprio a Spotorno è in corsa come candidato sindaco il segretario provinciale di Ncd Matteo Marcenaro, con la lista civica “Spotorno nel cuore”. In lizza per l’area di centro destra anche il gruppo di Franco Bonasera “Spotorno che vorrei”, partito con mesi di anticipo lanciando una candidatura che aveva ottenuto l’appoggio della Lega Nord.
Centro diviso a Spotorno? Sì, nei fatti, considerando le liste di Bonasera e Marcenaro, anche se i confini politici sembrano avere demarcazioni poco forti in una realtà che resta divisa anche nel centro sinistra, se pensiamo alla lista marcatamente Pd di Mattia Fiorini e quella di Franco Riccobene, ex vice sindaco uscente in giunta comunale con Calvi proprio con il Pd prima della rottura in maggioranza e del commissariamento del Comune spotornese. In questo caso, però, la componente partitica sosterrà l’ex capo gruppo di “Spotorno 2.0” che aveva rotto con la precedente amministrazione comunale, Riccobene (pur con una lista di area) dovrà cercare maggiori appoggi trasversali.
Sul fronte del centro destra, invece, ufficialmente i partiti non prenderanno posizione, considerando la presenza di esponenti di area sia nella lista di Marcenaro che in quella di Bonasera: la dimostrazione è arrivata anche nel recente incontro spotornese di Angelo Vaccarezza e Marco Scajola.
Certo, una lista sola, omogenea e unita non sarebbe stata meglio? I due contendenti per la poltrona di sindaco ribadiscono che si tratta di gruppi civici nati su un progetto amministrativo e di governo dei cittadini: “Nessun simbolo politico, i partiti staranno fuori…”, almeno direttamente, pur con lo sguardo rivolto per affermare una vittoria rispetto alle candidature dei due avversari prima uniti nella giunta Calvi.