
Provincia. E’ in crescita l’export della provincia di Savona. A stabilirlo sono i dati messi insieme da Unioncamere Liguria, che mostrano come la voce principale delle esportazioni del nostro territorio siano i prodotti chimici, che rispetto all’anno scorso hanno fatto segnare un incremento pari al 7,4 per cento superando la quota di 770 milioni di euro (oltre il 50 per cento destinati ai paesi extra-Ue con un incremento del 13,1 per cento e dell’1,6 per cento verso l’area comunitaria).
Tra i paesi dell’area comunitaria continua a salire l’export verso la Francia (+4,1 per cento), la Germania (+2,4 per cento) e verso la Spagna (+24,5 per cento), il 31 per cento del quale è costituito dalla vendita di prodotti chimici.
Sul fronte extra-Ue l’export savonese è cresciuto del 7,8 per cento: si registra una forte espansione verso gli Stati Uniti (+53,5 per cento) e la Romania (oltre il 40 per cento delle vendite è costituito da macchinari).
A livello regionale, la provincia savonese è quella che ha fatto registrare l’incremento più importante (+10 per cento) davanti a La Spezia (con un aumento del 9,2 per cento). Segno meno, invece, per Genova (-11,9 per cento) e Imperia (-0,7 per cento).
La Liguria, che rappresenta solo l’1,6 per cento delle vendite nazionali all’estero, ha invertito la dinamica positiva che ha caratterizzato gli ultimi anni, registrando una battuta d’arresto, -4,2 per cento, passando da 7.081 a 6.784 milioni di euro: di questi 3.808 milioni sono destinati verso paesi Extra-Ue (il 56,1 per cento del totale) con una contrazione del 12,6 per cento, mentre verso l’area comunitaria l’export è aumentato del 9,2 per cento .
Tra i settori trainanti e quantitativamente più significativi troviamo le attività manifatturiere, i cui prodotti rappresentano oltre il 90 per cento dell’export, e che, rispetto al 2014, hanno registrato una contrazione del 4,9 per cento. All’interno del comparto manifatturiero, buona la performance dei prodotti chimici (+6,7 per cento l’export complessivo, +14,3 per cento quello extra-Ue), dei prodotti alimentari (+9,9 per cento l’export complessivo, -0,6 per cento quello extra-Ue), e della metallurgia (+7,1 per cento l’export complessivo, +6,1 per cento quello extra-Ue).
Per quanto concerne la dinamica dell’export ligure verso i mercati UE, in aumento del 9,2 per cento, al primo posto troviamo la Francia verso cui sono stati venduti prodotti per un controvalore di 717 milioni di euro (-1,1 per cento, il 17 per cento dei quali costituito dai prodotti chimici), e che rappresenta il 10 per cento dell’export regionale; il secondo paese UE di destinazione è la Germania (+8,0 per cento), con al primo posto la cessione di prodotti metallurgici come pure in Spagna (+16,6 per cento).
Tra i mercati extra-Ue, in calo del 12,6 per cento, il volume maggiore di vendite è stato verso gli Stati Uniti (+43,4 per cento), export sostenuto principalmente dalla vendita di prodotti chimici, e l’Algeria (-39,6 per cento), il 39,4 per cento costituito dall’esportazione di macchinari.
A livello nazionale, nel 2015 l’export ha registrato una crescita del 3,8 per cento, diffusa a quasi tutte le aree territoriali, esclusa quella insulare; per il Nord-ovest l’aumento è stato del 2,7 per cento.
Le regioni che hanno contribuito maggiormente a sostenere l’export nazionale sono state Piemonte (+7,0 per cento), Veneto (+5,3 per cento), Emilia Romagna (+4,4 per cento), Lazio (+9,2 per cento), Lombardia (+1,5) e Basilicata (+145,7 per cento, grazie alle vendite di autoveicoli).