
Liguria. “Ditemi che siamo su ‘Scherzi a parte’. E che De Paoli non ha davvero detto quello che abbiamo letto sui giornali. Perché altrimenti bisognerebbe tirare in ballo Freud o qualcuno di veramente bravo per capire la ‘logica’ depaoliana. E anche a quel punto ho il sospetto che non ne verremmo comunque a capo”. Il nuovo attacco al consigliere regionale della Lega Nord, finito al centro di un caso politico per la presunta frase (sempre smentita) “Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno”, arriva ancora una volta dall’avversaria Raffaella Paita del Pd.
“Il consigliere della Lega Nord – sostiene Paita – non pago di aver infangato l’istituzione regionale con quella frase vergognosa, adesso sostiene persino che quelle parole gli abbiano portato maggiore consenso elettorale, bullandosi di poter addirittura raccogliere 10 mila voti al prossimo giro in Regione. Ma De Paoli non aveva giurato di non averle mai pronunciate quelle parole o comunque non aveva sostenuto di averle dette in senso negativo, aggiungendo un ‘non’ da qualche parte?”.
“Che fa oggi il consigliere del Carroccio, smentisce se stesso per diventare il punto di riferimento degli omofobi della Liguria? Questo Consiglio non si merita di essere mortificato da personaggi del genere” conclude Paita.