
Albenga. Nel novembre del 2014 era finito in manette con la gravissima accusa di aver rapinato, coperto da un passamontagna e armato di pistola (giocattolo), un’anziana settantenne ad Albenga. A distanza di due anni, la posizione di un trentaquattrenne brasiliano, W.O.S., si è aggravata: ieri infatti i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti per violenza sessuale, rapina e furto.
L’uomo, che proprio per questa vicenda era ai domiciliari a Calizzano, è stato quindi accompagnato in carcere a Genova Pontedecimo. Dai nuovi elementi emersi nel corso del procedimento a carico del brasiliano sarebbero emersi nuovi elementi che hanno portato a contestare anche il reato di violenza sessuale: di qui la richiesta di aggravare la sua misura cautelare ritenendo i domiciliari inadeguati.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri l’anziana, allora di 73 anni, era stata aggredita intorno alle 11 di mattina nella sua casa di viale Che Guevara ad Albenga. Il bandito le aveva portato via circa 300 euro in contanti, una catenina d’oro e un telefonino, per poi scappare. La sua “latitanza” però era durata poco: nel primo pomeriggio i militari del Nucleo Operativo Radiomobile ingauno lo avevano rintracciato a Loano e arrestato.
Dopo l’arresto, nella casa nella quale era domiciliato, in via Como a Loano, durante la perquisizione gli uomini dell’Arma avevano ritrovato il passamontagna, l’arma (che seppur simile ad una pistola vera si era poi rivelata giocattolo) e la refurtiva. Prove che, secondo gli inquirenti, non lasciavano spazio a dubbi sul suo coinvolgimento con la rapina.
Secondo gli inquirenti il rapinatore aveva approfittato del fatto che la signora, impegnata nelle faccende domestiche, avesse lasciato le chiavi sulla serratura per riuscire a coglierla di sorpresa, arrivandole alle spalle. Minacciata con l’arma, l’anziana aveva consegnato soldi, collanina e telefono all’uomo. A quel punto la vittima aveva chiesto l’intervento dei carabinieri che, grazie anche alle indicazioni dell’anziana, erano riusciti ad identificare il possibile rapinatore.
Dagli accertamenti era anche emerso che la scelta della vittima della rapina non sarebbe stata casuale: un parente del trentenne brasiliano era infatti un affittuario dell’anziana. Non è da escludere quindi che, prima di entrare in azione, il bandito avesse studiato le abitudini della signora.