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Alla scoperta del giardino della Kolymbethra col Fai di Savona

Dopo un lungo abbandono l'area era diventata una selva di rovi

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Alla scoperta del giardino della Kolymbethra col Fai di Savona
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Savona. Giuseppe Lo Pilato, Direttore del Giardino della Kolymbethra, sarà ospite venerdì 26 febbraio alle 16,30 presso la Sala Rossa del Comune di Savona.

Con immagini, esperienze e parole illustrerà il percorso di rinascita di un sito archeologico di grande rilevanza naturalistica e paesaggistica. Dopo un lungo abbandono, nel corso del quale il Giardino era diventato una selva di rovi, nel 1999 la Regione Sicilia ha affidato l’area al FAI, per un periodo di venticinque anni.

Nel novembre 2001, dopo aver ultimato la campagna dei restauri paesaggistici e aver ripristinato le antiche colture, il Fondo Ambiente Italiano ha riaperto lo storico Giardino al pubblico inserendolo nel circuito di visita della Valle dei Templi: “una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia alla valle dell’Eden o a un angolo delle terra promessa” (Abate di Saint Non, 1778).

I cinque ettari della Kolymbethra offrono una notevole varietà arborea e paesaggistica. Nelle zone più scoscese sono presenti tipiche specie della macchia mediterranea, come il mirto, il lentisco, il terebinto, la fillirea, l’euforbia e la ginestra. Nel terreno pianeggiante del fondovalle, al di là del piccolo fiume bordato da canne lungo il quale crescono salici e pioppi bianchi, si estende l’agrumeto che con limoni, mandarini e aranci di antiche varietà, viene irrigato secondo le tecniche della tradizione araba. Dove l’acqua non arriva, nascono gelsi, carrubi, fichi d’india, mandorli e giganteschi olivi “saraceni”.

La Kolymbethra rappresenta, per caratteri percettivi, ambientali e produttivi, il paesaggio più illustre dell’arboricoltura siciliana, ovvero quello irriguo dell’agrumicoltura. In Sicilia gli impianti di agrumi si chiamano “giardini” proprio per sottolineare la loro bellezza, oltre che la finalità produttiva. Il profumo della zagara assume così il senso di una presenza arborea che non è mai legata solo alla produzione, ma anche al piacere. Secondo le testimonianze dei contadini del luogo, fino agli ultimi decenni del Novecento la Kolymbethra venne coltivata ad agrumento e a orto e mantenne l’aspetto di un meraviglioso giardino profumato di limoni e di aranci e ricco di mandorli, olivi, gelsi, melograni e fichi d’india.

La mancanza d’acqua ne causò in seguito l’abbandono sino all’intervento del FAI, che ha provveduto alla cura e al ripristino della vegetazione d’un tempo restituendo alla Valle dei Templi il suo originario valore, che non è solo archeologico, ma anche storico, geologico, botanico e agrario.

Un luogo di grande importanza a livello territoriale e nazionale, il Giardino della Kolymbetra (termine greco che indica un tipo di piscina utilizzata in età romana per giochi acquatici) è ubicato in una piccola valle nel cuore della Valle dei Templi ad Agrigento.

Le delegazioni FAI di Savona e Albenga-Alassio in collaborazione con Sodalizio Siculo Savonese “L. Pirandello” sono lieti di ospitare Giuseppe Lo Pilato, Direttore del Giardino della Kolymbethra che illustrerà con immagini, esperienze e parole il percorso di rinascita di un sito archeologico di grande rilevanza naturalistica e paesaggistica dal 1999 affidato al Fondo Ambiente Italiano, dalla Regione Siciliana, per un periodo di 25 anni.

Il restauro paesaggistico e strutturale organizzato dal FAI ha posto fine alla situazione di abbandono che si era creata negli ultimi decenni del Novecento e permesso inoltre la scoperta di alcuni ipogei. Aprirà e chiuderà l’evento l’ensemble vocale Concerto armonico diretto dal maestro Angelo Mulé. Ingresso gratuito.

Giò Barbera
9 Febbraio 2016 alle 6:58
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