
Roccavignale. Cento figuranti, altrettanti volontari nelle taverne, 50 artigiani che hanno lavorato dal vivo, 45 chili di farina per fare il pane fritto, 158 litri di vin brulé, 300 chili di pizze e focacce, 75 litri di cioccolata calda, 55 chili di polenta, 125 chili di ravioli, 600 panini con la salsiccia, 400 tire e 2 quintali di castagne. Sono i numeri dell’edizione 2015 del presepe di Roccavignale che si è chiuso lo scorso 24 dicembre.
Il bilancio degli organizzatori è più che positivo: “Sono arrivati da Savona e persino con un pullman da Genova per vedere il Presepe Vivente di Roccavignale, alla sua 34esima edizione. Ed era strapieno fin da metà dicembre anche il pullman gratuito con partenza da Savona, allestito dalla Pro Loco di Roccavignale attraverso l’agenzia di viaggi Verdazzurro di Savona. E, a sorpresa, nella serata del 23 dicembre, è arrivato appunto anche un pullman di visitatori da Genova”.
“Sono stati ancora una volta superati i numeri già da record dell’edizione 2014. Merito di un grande impegno che inizia già nei giorni subito successivi ad ogni Presepe e prosegue lungo tutto l’anno. Per 12 mesi, gli organizzatori pensano alle novità, analizzano cosa ha funzionato e cosa no, ipotizzano soluzioni, in estate si cuciono i costumi, e poi dall’autunno in poi le riunioni si fanno più frequenti, le idee diventano decisioni, si reclutano le comparse, si assegnano i ruoli chiave e, in dicembre, si lavora senza sosta, ognuno con un compito preciso” raccontano gli organizzatori della rappresentazione.
Una delle ricette della popolarità del presepe vivente di Roccavignale passa anche dai social network: “Alla base del successo ci sono diversi fattori, primo fra tutti la capacità di aprirsi alle novità per una manifestazione che affonda le proprie radici nella tradizione più pura. Gran parte dei visitatori ‘foresti’ infatti hanno saputo dell’esistenza del Presepe Vivente di Roccavignale dal profilo Facebook e dall’account Twitter e di essere stati invogliati a visitarlo dalle foto e dalle notizie pubblicate proprio sui social network, sui quali l’interazione con gli utenti attraverso post e messaggi è stata quest’anno davvero intensa. Molto gettonata anche la app gratuita sviluppata dalla Cates di Cairo Montenotte, da scaricare sul cellulare per avere sempre con sé informazioni sul programma, notizie storiche e la cartina del borgo con l’ubicazione esatta di taverne e postazioni degli artigiani”.
”Per noi il presepe è sempre emozionante – dicono gli organizzatori – Da 34 ci mettiamo una grande passione e un grande impegno, molti di noi si può dire che siano cresciuti organizzando di anno in anno il Presepe. Per questo anche i nostri ragazzi sono molto legati alla manifestazione, perché quasi tutti hanno iniziato a partecipare da neonati, facendo Gesù Bambino, e ricoprendo via via un po’ tutti i ruoli, senza pretese, mettendosi a disposizione e passando da ruoli più importanti a semplici volontari nelle osterie. questo è il vero spirito del nostro Presepe”.