
Liguria. “Abbiamo presentato in tempi non sospetti (il 6 ottobre scorso), quindi prima del grave attentato terroristico di Parigi, un ordine del giorno che dovrà essere votato in sede consiliare, in cui impegniamo la Giunta ad effettuare, di concerto con gli Enti Locali e gli organi di polizia, una ricognizione di tutti i luoghi di culto o aggregazione riconducibili alla religione islamica presenti sul territorio regionale, a sospendere ogni tipo di finanziamento, contributo e patrocinio a favore delle organizzazioni islamiche non riconosciute dallo Stato italiano e a richiedere alle autorità competenti l’attento monitoraggio dei finanziamenti privati che tali strutture ricevono”. Così il gruppo Lega Nord in Consiglio regionale.
“Queste richieste, a fronte dei tragici eventi che hanno scosso non solo la Francia ma il mondo intero, sono più che mai urgenti. E’ necessario quindi correre ai ripari per la messa in sicurezza del nostro territorio”.
“Il susseguirsi di attacchi terroristici di matrice jihadista sul territorio europeo – spiega il consigliere Alessandro Puggioni, primo firmatario del documento -, dimostra come le ripercussioni socio culturali relative alla massiccia presenza di fondamentalisti islamici in Europa siano state pesantemente sottovalutate. A tutela della pubblica incolumità, quindi è assolutamente necessaria l’adozione di cautele e restrizioni straordinarie e mirate”.
“Ad oggi – sottolineano -, non è stata stipulata alcuna intesa tra lo Stato italiano e le organizzazioni religiose islamiche. Il Ministero dell’Interno ha certificato la presenza di “Foreign Fighters”, provenienti da Paesi con forte presenza del fondamentalismo, infiltratisi in Europa e in Italia anche attraverso l’immigrazione”.
Il consigliere Puggioni precisa come già da parecchi anni proliferino in Liguria, moschee e luoghi di culto islamici spesso mascherati da associazioni culturali o ricreative. Numerose indagini delle unità anti terrorismo hanno in più occasioni sgominato cellule jihadiste che operavano all’interno di moschee, sale di preghiera, centri culturali islamici e altri centri di aggregazione.
“La nostra regione – concludono – si erge da sempre paladina della libertà di stampa, di pensiero e di espressione. Nell’odg impegniamo quindi la Giunta ad effettuare, di concerto con gli Enti Locali e gli organi di polizia, una ricognizione di tutti i luoghi di culto o aggregazione riconducibili alla religione islamica presenti sul territorio regionale; a sospendere ogni tipo di finanziamento, contributo e patrocinio a favore delle organizzazioni islamiche non riconosciute dallo Stato Italiano; a subordinare qualsiasi atto autorizzatorio in materia urbanistica alla presenza, all’interno dei rispettivi statuti, delle associazioni islamiche, della tutela dei principi fondamentali di libertà d’espressione e di pensiero e infine a richiedere alle autorità competenti l’attento monitoraggio dei finanziamenti privati che tali strutture ricevono”.