
Savona. Sono state interrogate sabato mattina dal gip Fiorenza Giorgi le due persone, Saimir Ismalaj, 23 anni, albanese e, Maria Teresa Cherchi, di 51, finite in manette martedì scorso con l’accusa di rapina a danno dei titolari del bar “Smile” di via Montenotte.
Il gip Giorgi ha convalidato l’arresto per entrambi confermando la misura di custodia cautelare in carcere solo per il ragazzo, mentre la cinquantenne italiana dovrà rispettare l’obbligo di presentazione quotidiano in Questura.
Nei guai oltre a loro era finito anche un diciassettenne albanese (che è stato denunciato a piede libero) e una quarta persona ancora ricercata. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, martedì scorso, i tre hanno prima litigato con i gestori del locale che avevano spento le slot machines con le quali stavano giocando per poi aggredirli e derubarli di alcuni prodotti (per un valore di circa 30 euro) presi dal bancone del locale. A chiedere l’intervento degli agenti erano stati proprio i titolari del bar, due coniugi di nazionalità cinese, 38 anni lui, e 31 lei, che dopo essere stati presi a pugni e schiaffi dai clienti, subito scappati, avevano dato l’allarme.
Ai poliziotti erano servite alcune ore prima che il quadro sull’accaduto fosse chiaro. Grazie alle testimonianze delle vittime dell’aggressione (che non avevano voluto né presentare una querela per lesioni né essere accompagnati in ospedale), era stato chiarito il motivo della lite: i titolari del bar avevano spiegato che i clienti non volevano andare a casa perché stavano giocavano. “Quando ho spento le macchinette hanno reagito in maniera violenta” aveva raccontato il trentottenne cinese agli agenti che, dopo aver raccolto la denuncia, erano rientrati in Questura.
Proprio in quel momento, sempre secondo la ricostruzione della polizia, Ismalaj era tornato nel bar per recuperare il portafogli, perso durante la colluttazione. L’albanese però non si sarebbe accorto di aver perso nel locale anche le chiavi dell’auto: motivo per il quale, la mattina successiva, era tornato una terza volta al bar “Smile”. Alla richiesta del giovane di consegnargli le chiavi, tra lui e il barista era nata una nuova discussione. Di qui l’altra richiesta di intervento della polizia che, avvisata per tempo, in quel caso era riuscita a fermare l’albanese ancora nel locale.
Gli agenti a quel punto avevano avuto l’intuizione di cercare la vettura di Ismalaj per perquisirla ed era proprio qui che era stata trovata la merce sottratta al bar. Di qui la contestazione dell’accusa di rapina e, su decisione del pm di turno Giovanni Battista Ferro, l’ordine di arrestare i due “rapinatori”.