
Borgio V. Cinque mesi di reclusione senza sospensione condizionale della pena. E’ la condanna inflitta questa mattina in tribunale al cittadino kosovaro, Ekrem Kastrati, che a fine ottobre era finito in manette con l’accusa di occupazione abusiva dell’ex colonia dei vigili del fuoco di Borgio Verezzi.
Durante l’udienza di convalida l’uomo, che in passato era già stato arrestato per episodi simili, si era difeso e aveva ribadito che quell’edificio è “casa sua”. Tanto che, quando il giudice gli aveva comunicato la decisione di applicare nei suoi confronti la misura del divieto di dimora a Borgio Verezzi, l’imputato aveva reagito mettendosi a gridare. “Non è giusto, quella è casa mia e io devo stare lì, ho l’asilo politico” aveva detto Kastrati prima di lasciare l’aula.
Kastrati, che in passato era già stato allontanato dall’ex colonia, era finito nuovamente in manette al termine di un movimentato episodio. Tutto era iniziato quando una squadra dei vigili del fuoco di Savona era arrivata nello stabile, di proprietà del Ministero dell’Interno, per svolgere alcune operazioni finalizzate all’inizio dei lavori di ristrutturazione dello stabile. I pompieri si erano trovati la strada sbarrata da Kastrati che, dopo essersi barricato nell’ex colonia, aveva iniziato ad insultarli pretendendo che loro andassero via da “casa sua”.
A quel punto erano stati allertati i carabinieri, ma al loro arrivo, anziché calmarsi, il kosovaro aveva continuato a dare in escandescenze minacciando ritorsioni. Nei confronti dell’uomo, che tra l’altro era già sottoposto alla misura di obbligo di firma in caserma, erano così scattate le manette per occupazione abusiva di edificio.