Albenga. Licenziavano i dipendenti del distributore di benzina sull’Autofiori, ma continuavano a svolgere l’attività in nero per truffare l’Inps e per percepire l’indennità di disoccupazione. A scoprire il sistema fraudolento è stata la Guardia di Finanza di Albenga.
Si è anche scoperto che in quattro anni, il gestore del distributore ha occultato al Fisco oltre 1,3 mln di euro tra ricavi non dichiarati e costi fittizi derivanti dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Il principale responsabile della frode, A.D. 48 anni di Caserta, è stato denunciato con altre 5 persone alla Procura della Repubblica per i reati di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, l’omessa presentazione della dichiarazione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Per scoprire l’attività illecita le fiamme gialle hanno monitorato, per svariate settimane, ciò che accadeva all’interno dell’area di servizio autostradale, anche mediante l’ausilio di riprese video-fotografiche. Un’indagine che ha consentito di dimostrare come i dipendenti “in nero” erano quotidianamente presenti sul luogo di lavoro, seguendo turnazioni di servizio come se fossero regolarmente assunti.
La prova definitiva della truffa si è avuta quando i finanzieri hanno effettuato un rifornimento ad un’autovettura di servizio: a rifornire era proprio uno dei finti disoccupati, che con accuratezza ha provveduto a timbrare e firmare la scheda carburante della guardia di finanza.

Numerose le violazioni riscontrate nel comparto “lavoro”: sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 600.000 euro e constatata la presenza di otto dipendenti “in nero”, oltre all’omesso versamento di circa 65.000 euro di ritenute d’acconto sugli stipendi del personale dipendente.
Della vicenda è stata anche interessata la Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Genova, per il recupero del danno erariale causato dall’indebita percezione delle indennità di disoccupazione erogate.
E’ al vaglio degli inquirenti anche la posizione di altre due società romane che hanno emesso fatture false per un importo di circa 400.000 euro.