
Savona. Il 28 gennaio del 2014 un’avvocatessa savonese era stata derubata in tribunale del suo portafoglio griffato con quattrocento euro in contanti e, ironia della sorte, tutti i sospetti erano caduti sopra una sua assistita.
Dopo gli accertamenti della polizia giudiziaria, la cliente del legale (che la seguiva per una difesa d’ufficio), Fiorenza Stefanetto, 82 anni, era stata denunciata a piede libero e poi rinviata a giudizio. Questa mattina il processo si è chiuso con una condanna a otto mesi di reclusione e 400 euro di multa.
Quel giorno l’avvocatessa savonese aveva incontrato Fiorenza Stefanetto a palazzo di Giustizia, nella zona dei distributori automatici di cibo e bevande, per discutere di un procedimento. Secondo la ricostruzione del legale, che si era accorta del furto solo al momento di pagare il pranzo, l’unico momento in cui aveva lasciato la borsa incustodita era stato proprio durante l’incontro con la sua cliente. Durante il colloquio infatti l’avvocatessa era stata chiamata da una collega e si era voltata per qualche secondo per risponderle, lasciando la borsetta appoggiata sul tavolino. Dopo pochi minuti la sua assistita aveva iniziato a comportarsi in modo strano: “Mi ha detto che doveva andare in bagno, poi quando è tornata mi ha salutato in tutta fretta dicendo di non sentirsi bene” aveva raccontato il legale derubato.
A quel punto la mattinata della professionista era continuata senza intoppi in udienza fino all’ora di pranzo quando aveva scoperto di non avere il portafoglio. Dopo la denuncia erano scattati immediati gli accertamenti degli investigatori che, qualche ora dopo il furto, all’interno di un bidone della spazzatura vicino al tribunale avevano trovato i documenti dell’avvocato. Del portafoglio griffato e dei soldi, nonostante una perquisizione a casa della sospettata, non era stata invece trovata traccia.