
Bardineto. “ATTENZIONE!! Un caloroso complimento alla direzione della FESTA DEL FUNGO D’ORO di Bardineto che invece di dire non ci sono funghi ne ha serviti di chissà quale qualità e provenienza. Siamo 2 gruppi, 10 persone, siamo andati a mangiare ieri sera e STIAMO TUTTI MALE. Attenzione soprattutto a chi va con i bambini”.
Questo il testo del post pubblicato questo pomeriggio sul gruppo Facebook “Val Maremola: Diamo nuova vita a ciò che nn ci serve più” che, nelle ultime ore, sta scatenando una vera e propria bufera a favore o contro la celebre Festa del Fungo d’Oro di Bardineto. Tra chi crede ciecamente nel racconto, prendendosela con gli organizzatori, e chi difende a spada tratta la tradizione della Festa, accusando l’utente, il dibattito infuria.
Quello comparso intorno alle 16 è il più classico degli “avvertimenti social”, ormai così frequenti. Ma il racconto ha scatenato reazioni molto discordanti. Qualcuno ha appoggiato l’autore, incitandolo a rivolgersi ad Asl e NAS per porre fine a un comportamento scorretto; qualcun altro invece ha preso le parti dell’organizzazione di una Festa “che ha un grande tradizione, in questi anni ci sono sempre andato ed è sempre stato tutto ottimo”. C’è chi semplicemente non crede alla possibilità che alla Festa si possano servire funghi velenosi (con tanto di “faccine” ridacchianti) e chi invece rigira la responsabilità proprio sulle persone che sono state male: “Dall’elenco delle cose che avete mangiato direi che avete esagerato, lo sanno tutti che mangiare troppi funghi fa male anche quando sono buoni”.
L’eco delle polemiche ha raggiunto anche Bardineto: “I funghi sono assolutamente tutti certificati – replicano il sindaco Franca Mattiauda e il presidente della Pro Loco Gianluca Dellepiane – la cucina è seguita da chef locali che prestano la massima attenzione. I piatti sono sempre freschi, i funghi vengono preparati al mattino per mezzogiorno, e al pomeriggio per la sera”. Prova della bontà del loro operato, il fatto che i coperti serviti da venerdì a oggi siano più di un migliaio: “Ci sentiamo molto danneggiati da affermazioni simili da parte di poche persone – spiegano – siamo alla 32a edizione, sempre con la massima serietà e competenza, e ci teniamo a chiarirlo specialmente per rispetto ai tanti volontari che si sacrificano non poco per la buona riuscita della Festa”.
Facebook purtroppo è, nel bene e nel male, un “megafono” efficientissimo: basta la voce di pochi per far molto rumore. Ed è facile travalicare i limiti: “Potevi contattare direttamente gli organizzatori, invece di scrivere su Facebook – faceva notare un utente nei commenti al post social – Questa è diffamazione, e rischi una denuncia”. Un avvertimento che evidentemente ha colto nel segno: meno di due ore dopo il post è scomparso. Speriamo sia scomparso anche il mal di pancia.