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Incubo pioggia

Albenga, il calvario di due agricoltori: “Sempre allagati per colpa dei ‘tecnici’, siamo stufi” fotogallery

Andrea Chiovelli
14 Settembre 2015 alle 11:42
14 Settembre 2015
Albenga, il calvario di due agricoltori: “Sempre allagati per colpa dei ‘tecnici’, siamo stufi”
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La storia di Oreste Ferrari e Michela Spataro: "Nel fossato fatto confluire un canale di scolo, ma sbagliati argini e uscita. Eppure li avevo avvertiti..."

Albenga. “Ho chiamato i carabinieri, perché qui, se disgraziatamente il canale si riempie per un giorno intero, l’acqua ci spazza via tutto. Come l’anno scorso, che abbiamo dovuto buttare mobili e produzione perché l’acqua è entrata in casa e nelle serre. Siamo stufi”. E’ uno sfogo amaro, quello di Oreste Ferrari e Michela Spataro, agricoltori della piana ingauna della zona di San Giorgio: lo sfogo di due persone stanche, che si sentono impotenti di fronte non solo ai capricci del meteo e del destino, ma anche a quelli dell’amministrazione e della burocrazia.

Sì, perché se l’anno scorso la colpa degli allagamenti fu senza dubbio di una pioggia eccezionale, che mandò sott’acqua l’intera regione e che costrinse Michela a buttare via 22.000 vasi, quest’anno Oreste punta il dito direttamente contro i responsabili della regimazione delle acque, che per ovviare ai problemi di un anno fa hanno fatto una mossa a suo dire errata: trasformare un vecchio canale di scolo di piccole dimensioni in un canale importante, facendolo affluire nel fossato accanto al suo terreno invece di prolungarlo fino al Carenda.

“Lo scarico prima in sostanza non esisteva, era molto piccolo, 60×40 cm. Ora è stata fatta un’apertura di 2 metri per 60 cm, e così tutta l’acqua della collina viene a finire nel nostro fossato privato”, spiega Ferrari. Il problema è che l’imbuto che in fondo al canale “riaccoglie” l’acqua per portarla nel Carenda è rimasto quello precedente, sufficiente per la portata “standard” del canale ma troppo piccolo per il nuovo volume di acqua: è largo solo 80 cm, e quindi quando il livello sale fa da tappo all’acqua, che rimane nel canale.

Nulla di male, per così dire, se il canale fosse stato arginato a dovere. E invece no, tuona Oreste: “A peggiorare la situazione è il fatto che abbiano messo sull’argine delle gabbie di pietre, che ovviamente non posso contenere completamente l’acqua. Ed infatti ieri, alla prima pioggia, è fuoriuscita subito, dopo 5 minuti. Si è allagato tutto, terreni, serre, come al solito“. Un fallimento annunciato, lamenta l’agricoltore: “Durante la costruzione avevo avvertito i tecnici. Avevo anche offerto dei teli impermeabili che avevo tolto dalle serre, suggerendo di metterli sopra le gabbie: la terra appoggiata sopra l’avrebbe tenuti fermi, e avrebbero fatto da isolante. Non le hanno volute mettere”.

Ieri pomeriggio quindi l’agricoltore ha avvisato il comune: “Sono venuti immediatamente – ammette – e hanno fatto un nuovo muretto in cemento nel punto in cui l’acqua si infiltrava. Questa notte, quando ha ripiovuto per 15 minuti, l’area si è di nuovo allagata, ma quel muretto ha fermato l’acqua”. Una vittoria che non deve ingannare, avverte l’uomo: “L’intervento di ieri è servito solo perché l’acqua non è salita. E non è salita perché noi ci siamo autoprotetti, mettendo delle tavole nel fossato che diminuissero il flusso dell’acqua, altrimenti ci avrebbe spazzato via tutto”.

“Eppure è chiaro che l’acqua passa attraverso i sassi… – non si capacita Oreste – avevo un ufficio tecnico, anni addietro, e conosco queste cose. E invece questi signori si sono presi la briga di mettere giù questa terra senza chiedere il permesso a nessuno: e questi sono i risultati”. E così Ferrari ha deciso di chiamare i carabinieri. Nella speranza che qualcuno intervenga con una soluzione definitiva: altrimenti non rimarrà che guardare il cielo. E attendere di buttare via un altro anno di lavoro.

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