
Alassio. Resta in carcere il trentaseienne bengalese finito in manette ad Alassio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. A deciderlo, questa mattina, è stato il gip Francesco Meloni che lo ha interrogato e poi ha convalidato l’arresto.
L’uomo, che da anni è residente e lavora in Italia, è stato arrestato due giorni fa ad Alassio al termine di quella che, secondo i carabinieri, non era che l’ennesima lite tra le mure domestiche.
A chiedere aiuto ai militari era stata proprio la compagna dell’uomo, sua connazionale e coetanea, che ha raccontato di essere stata colpita con un pugno sul volto (la donna era stata effettivamente medicata in ospedale e dimessa con una prognosi di 25 giorni per un trauma facciale). Un episodio che, come sarebbe emerso nel corso dell’audizione della vittima in caserma, non sarebbe stato isolato: la trentaseienne avrebbe infatti spiegato di subire maltrattamenti almeno da tre anni.
Secondo quanto ricostruito dai militari gli episodi di violenza erano tutti riconducibili a futili motivi: banali discussioni scatenavano le reazioni violente dell’uomo che, in molte occasioni, dalle parole sarebbe passato ai fatti. Fino a l’altra mattina però la donna non aveva mai avuto il coraggio di denunciarlo.
Per ora il cittadino bengalese resta quindi detenuto nel carcere Sant’Agostino di Savona.