
Varigotti. “Mistero” risolto, se mai ne è esistito uno: non era un “rave”, ma una festa autorizzata e promossa da mesi quella avvenuta ieri pomeriggio a Varigotti, con tanto di sponsor di fama come Skyy Vodka Italia, Red Bull o Ceres e promozione a livello nazionale. Una giornata all’insegna della musica denominata “RSTBlue Wide Edition”: “wide” per via dell’orario, una full immersion dalle 12 alle 23.
Insomma, un evento “ufficiale” e tutt’altro che clandestino, organizzato dalla RST Events, che ha attirato a Varigotti giovani da diverse regioni italiane. Un progetto, denominato “Territori Musicali”, del quale facevano parte anche tappe a Cassano Spinola (AL) e, lo scorso 1 agosto, a Varazze. Eppure, nonostante la promozione incessante sui social, l’organizzazione di taglio professionale che sta dietro al progetto (con tanto di navette da Finalborgo) e l’ingresso solo su lista nominale, ieri a Varigotti qualcuno pensava si trattasse di tutt’altro.
Sono bastati infatti un po’ di musica ad alto volume e un po’ di giovani “venuti da fuori” per mettere in allarme alcuni residenti di Varigotti, che ieri pomeriggio hanno iniziato a sospettare che, sulla spiaggia libera attrezzata di fronte al ristorante La Caravella, si stesse svolgendo una festa “clandestina”. Una voce che aveva raggiunto anche la polizia municipale e gli uomini della Capitaneria, che hanno proceduto ad un controllo identificando i presenti.
Nulla di più lontano dalla realtà, dunque. E l’idea che qualche residente possa aver sospettato un rave party fa discutere sui social network. “Si sapeva da mesi che c’era questo evento organizzato in spiaggia – scrive un nostro lettore – Meritiamo il turismo degli anziani, solo quello!”. Qualcuno si indigna col giornale, accusandolo di aver dato voce alle segnalazioni e aver parlato dei controlli degli agenti facendo “mala informazione”. Altri accusano la mentalità della nostra regione: “La Liguria ha dichiarato guerra ai giovani, girare per mezza riviera in macchina la sera… mancan solo le balle di fieno che rotolano per la strada e le persiane che sbattono”.
Eppure le polemiche a Varigotti non si placano. Le segnalazioni alla redazione di IVG continuano, ma questa volta a scrivere non sono i residenti bensì gli operatori del settore. A finire sotto accusa non è la tipologia di festa, bensì il fatto stesso che si sia realizzata: il tutto infatti è avvenuto su una spiaggia libera attrezzata, e qualcuno storce il naso. Metà di quella spiaggia infatti, per legge, va riservata a utenti “da libera”, che accedono gratis senza richiedere servizi, mentre l’accesso all’area dell’evento invece ieri era ovviamente regolamentato da un biglietto, il cui prezzo variava a seconda dell’orario di arrivo. Altro punto controverso, la fine prevista per le 23: “Voglio vedere – tuona un operatore del settore – se a gente che ha pagato il biglietto magari solo due ore prima li mandi via a quell’ora”. Senza contare la commissione di vigilanza, la prevenzione incendi o i diritti SIAE, tutte incombenze alle quali i locali “regolari” devono sottostare: a Varigotti c’è chi si chiede se anche l’evento di ieri lo ha dovuto fare.
Insomma, nonostante i chiarimenti e i controlli di ieri (che non hanno riscontrato alcuna irregolarità), la discussione nel piccolo borgo marinaro è tutt’altro che chiusa.