A fronte delle notizie frammentarie e incoerenti che emergono in questi giorni su Ferrania, esprimiamo la nostra più grande preoccupazione e l’esigenza che si faccia quanto prima chiarezza per evitare che questa situazione di insopportabile incertezza continui a riversarsi sulla pelle dei lavoratori.
Sotto questo profilo è necessario che l’incontro convocato presso la prefettura lunedì prossimo non sia un passaggio di rito, ma l’occasione per mettere qualche punto fermo che valga per tutti, istituzioni e azienda.
Noi crediamo che non ci sia alternativa al rispetto di questo accordo di programma e alla previsione più importante che contiene e cioè la realizzazione del laminatoio. Il rispetto dell’accordo, siglato solo pochi mesi fa, deve essere un impegno per tutti i contraenti, governo, istituzioni locali, azienda.
Spiace aver dovuto ascoltare dal Ministro Scajola che, secondo lui, questo sia un accordo “ridimensionato” rispetto al precedente che portava la sua firma.
Questo al contrario è un accordo migliorativo che con il laminatoio, le nuove filiere di business per Ferrania, la piattaforma tecnologica e il sostegno alle pmi valbormidesi, oltre alla copertura dei parchi di Bragno, disegna una nuova prospettiva industriale e occupazionale per la Valbormida e la nostra provincia.
Nessuno francamente prova nostalgia per la centrale a carbone prevista dal precedente accordo, che non solo non ci stava tecnicamente, ma non ha mai ricevuto l’approvazione della comunità locale.
Il governo ha il dovere di far rispettare gli accordi come sono stati firmati e condivisi. Ci aspettiamo che Scajola lo faccia e si impegni con la Regione e le istituzioni locali per dare piena attuazione a tutti i capitoli di quell’accordo e non solo ad alcuni.
Il laminatorio, a fronte di un investimento privato da 300 milioni di euro e con un’occupazione stimata di 300 unità, rappresenta il centro dell’accordo di programma e il pilastro delle altre azioni in esso contenute. L’impegno delle istituzioni a non perdere questa opportunità deve essere altissimo. Ci aspettiamo che anche la nuova compagine societaria su questo dia un segno chiaro e inequivocabile, assumendosi le proprie responsabilità a partire dalla presenza al tavolo di lunedì prossimo.
Giovanni Lunardon,
Segretario provinciale del Pd