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L’odissea di un senzatetto: “Sbattuto fuori dal Pronto Soccorso senza soldi né telefono”

Andrea Chiovelli
16 Agosto 2015 alle 16:53
16 Agosto 2015
L’odissea di un senzatetto: “Sbattuto fuori dal Pronto Soccorso senza soldi né telefono”
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L'uomo, 68anni, cardiopatico, diabetico e iperteso, si era rivolto all'ospedale di Savona perché accusava vertigini

Savona. Si chiama Cosimo Palmato, ha 68 anni ed è un senzatetto: ormai da 7 anni dorme nella propria auto. Una decina di giorni fa, a causa di un malore, si è trovato a dover ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Savona: e quanto accaduto in quelle ore lo ha fatto infuriare a tal punto da presentare una denuncia presso i Carabinieri.

A raccontare la sua storia il portavoce del Gruppo Antipolitico Savonese, Ned Taubl, che spiega come Cosimo sia ospite a casa sua da oltre un mese, in attesa di trovare una soluzione migliore rispetto all’automobile che da 7 anni rappresenta il suo unico tetto. Qualche giorno fa, il 7 agosto, Cosimo si è sentito male, e dati i suoi trascorsi di salute (è cardiopatico, diabetico e iperteso) si è deciso di allertare l’ambulanza: l’uomo è stato così prelevato dalla Valbormida e trasferito direttamente all ospedale di Savona, dove è entrato alle 17:30.

Lì, secondo il racconto di Ned Taubl, inizia l’odissea. “E’ stato parcheggiato su una barella fino alle 2 di notte prima di essere visitato – denuncia – Una volta aperta la cartella gli hanno fatto l’esame pressione e gli esami sanguigni, e una volta riscontrato che i valori erano nella norma la cartella è stata chiusa”. A questo punto Cosimo dovrebbe andarsene, perché per i medici “non ha nulla”, ma non lo fa: sostiene di avvertire ancora malori. “Alle ore 4 del mattino un medico gli ha intimato in malo modo di lasciare il Pronto Soccorso, nonostante il paziente dichiarasse chiaramente che lamentava ancora forti vertigini – accusa Taubl – Cosimo ha spiegato che in quel momento era senza soldi, senza telefonino e che non sapeva a dove andare a quell’ora della notte, ma è stato ugualmente accompagnato all’atrio in malo modo“.

Impossibile, per lui, tornare a “casa” (che fosse la sua macchina o l’abitazione in cui è ospite) senza i soldi per un taxi o un cellulare con cui chiamare qualcuno. “Tutto questo e inaccettabile – tuona indignato Taubl – capiamo la mole del lavoro e la mancanza probabile di personale medico, ma il buon senso queste persone dove ce l’hanno? Inoltre, dato il persistere della vertigine, Cosimo avrebbe dovuto essere sottoposto a una visita specialistica al mattino, o perlomeno viste le sue condizioni avrebbero dovuto tenerlo ancora per un paio d’ore. O, come minimo, si poteva mettere a sua disposizione un telefono per chiamare qualcuno”.

Così non è stato: e Cosimo (68 anni, cardiopatico, diabetico e iperteso come recita anche il referto del Pronto Soccorso) alle 4.30 del mattino è dovuto partire a piedi da Valloria. “Ha camminato, con molta difficoltà, dal San Paolo fino in corso Ricci – racconta Taubl – dove è stato riconosciuto e soccorso da uno spazzino che, prestandogli il telefonino, gli ha finalmente permesso di avvisarci (teneva in tasca i nostri numeri di cellulare, scritti su un foglio)”. Gli attivisti del Gruppo Antipolitico Savonese a quel punto si sono mossi, e lo hanno recuperato in corso Ricci quando erano ormai le 6 del mattino.

“Tutto questo è veramente vergognoso e deplorevole – accusa Ned Taubl, senza mezzi termini – Non possono esistere cittadini di serie A e di serie B”. Una piccola odissea che, ora, avrà strascichi legali: Cosimo infatti ha sporto querela ai Carabinieri. “Sentirsi trattato così da un medico che potrebbe essere tranquillamente mio figlio mi ha lasciato un profondo dolore nell’animo – si legge nella testimonianza di Palmato – Non gli sarebbe costata nulla un’opera di carità nei confronti di una persona nelle mie condizioni. Una notte in reparto o ancora meno una semplice telefonata per avvisare le persone che mi stanno dando una mano di venirmi a prendere: era chiedere troppo?“.

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