Borghetto Santo Spirito. Il Comune di Borghetto Santo Spirito, attraverso la Biblioteca Civica, organizza la quinta edizione della rassegna “Serate d’Autore”. La rassegna si propone, ogni anno, di presentare al pubblico grandi autori, scrittori emergenti e scrittori di Liguria.
Gli incontri si svolgono nella suggestiva ambientazione dei giardini di Sala Marexiano, nel centro storico di Borghetto Santo Spirito, dove, circondati dalle antiche mura trecentesche, si crea una incantevole atmosfera d’ascolto. Dopo il primo importante appuntamento dello scorso 4 luglio con Bruno Gambarotta, venerdì 25 luglio , il Comune di Borghetto Santo Spirito avrà l’onore di ospitare l’autore Andrea Bajani, il quale presenterà il suo ultimo romanzo “Se consideri le colpe”, pubblicato da Einaudi.
Andrea Bajani è nato a Roma nel 1975. Vive e lavora a Torino, dove, dopo aver collaborato con “L’indice” e con l’Osservatorio Letterario Giovanile del Comune, è divenuto consulente editoriale per la casa editrice Codice. In cinque anni ha cambiato otto lavori: è stato consulente, collaboratore occasionale, co.co.co, collaboratore a progetto e libero professionista. Ha partecipato a molte antologie, fra cui “Lettere In-chiostro” (Addictions, 1999). Ha pubblicato diversi romanzi: “Morto un papa” (Portofranco, 2002), “Qui non ci sono perdenti” (PeQuod, 2003), e il recente “Cordiali saluti” (Einaudi, 2005), salutato con entusiasmo da pubblico e critica. Collabora con Ascanio Celestini che ha scritto la prefazione della nuova edizione (2008) di “Cordiali saluti”.
L’ultimo romanzo, di grandissima attualità, “Se consideri le colpe” (Einaudi 2007) riprende le discussioni di questi giorni sull’immigrazione in Italia e sulle vicende di cronaca a questa legate, inducendo le persone di buona volontà a riflettere su una questione molto delicata e, a quanto pare, poco conosciuta. I romeni sono particolarmente sotto la lente non foss’altro perchè costituiscono la comunità straniera più grande della nostra nazione. Per farci comprendere la situazione, Bajani ribalta il punto di vista tradizionale (l’immigrazione romena in Italia) e si sofferma sull’esodo degli italiani in Romania che in quel paese hanno trovato un accessibile Eldorado. Come spesso accade in letteratura, è una storia privata a costituire l’occasione per un’osservazione su un tema di carattere sociale. Lorenzo, un ragazzo italiano dall’età indefinita (quindici anni? diciotto?) vola in Romania in occasione del funerale della madre Lula che, come tanti imprenditori italiani, è andata in quel paese in cerca di fortuna o meglio in cerca di un riscatto personale, di una seconda chance. Lula era una ragazza che aveva infranto i canoni rigidi della sua ricca famiglia aristocratica che l’aveva allontanata per aver avuto Lorenzo fuori dal matrimonio.
Con il tono mesto di una lettera alla madre defunta, il romanzo è il racconto di questo viaggio, del funerale, degli incontri con le persone che giravano intorno all’imprenditrice, dell’infanzia del ragazzo quando ancora la madre viveva con lui in Italia. Lo stato balcanico appare come una nazione in cerca di se stessa dopo la fine del governo dittatoriale del presidente Ceausescu, una nazione all’inseguimento di improbabili modelli occidentali spacciati dagli italiani in cerca di manodopera a basso costo in cambio della speranza di un futuro migliore. Non a caso l’impresa di Lula produce bizzarre e grottesche macchine per il dimagrimento a forma di uovo gigante. Ciò che lega la vicenda personale del ragazzo e quella sociale della nuova imprenditoria italiana in Romania è il prezzo che bisogna pagare per cercare fortuna. Fuoristrada potenti, rispetto e considerazione dei locali, belle ragazze disponibili vengono pagati al prezzo dell’abbandono della propria terra e dei propri affetti. Le persone dotate di maggiore umanità di conseguenza sono i collaboratori romeni della donna e del suo socio in affari. Christian, l’autista aziendale e Monica, giovane e carina segretaria tuttofare. Ed è proprio con loro che Lorenzo lega maggiormente. Gli italiani, a partire dal socio Anselmi, appaiono disumani e sprezzanti. Lula, che è in bilico fra due mondi, compra un biglietto aereo per tornare in Italia ma non trova il coraggio di intraprendere il viaggio e successivamente si isolerà e si lascerà morire. Scritto in modo raffinato e garbato, delicato e poetico, il romanzo scorre lento e lineare, come un fiume tranquillo, verso il suo finale.