Loano. Prosegue a Loano il festival del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana, organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo dell’Assessorato allo Spettacolo della Regione Liguria e dell’Assessorato al Turismo e alla Cultura della Provincia di Savona e con il patrocinio dell’ANCI e della Regione Puglia.
Martedì 22 luglio, alle ore 18.30, nel foyer del Giardino del Principe, il Premio incontra… Alessio Lega e Rocco Marchi, due musicisti che tra suoni e racconti, daranno testimonianza dei “50 anni di Cantacronache”, le passioni, le strofe, l’esperienza di un gruppo di musicisti e poeti che si sono dati il compito di “evadere dall’evasione”, cioè di scrivere canzoni che parlino della realtà di tutti i giorni.
Due rivoluzioni, una formale l’altra tematica, avvengono nella musica italiana 50 anni fa. Nel 1958 Domenico Modugno, trionfando a Sanremo col suo “Nel blu dipinto di blu” (meglio nota come “Volare”), superò d’un balzo l’epoca delle ugole d’oro, introducendo elementi del canto popolare nell’arido panorama della musica leggera. Ma di questo molto già si sa. Poco conosciuto è invece il fenomeno che contemporaneamente sorge e si sviluppa a Torino: il primo di maggio del 1958 vengono diffuse le prime incisioni di Cantacronache.
Si tratta di un gruppo di musicisti e poeti che si sono dati il compito di “evadere dall’evasione”, di scrivere canzoni che parlino della realtà, speranze, rabbia e delusioni di tutti i giorni. Il nome dei Cantacronache, desunto da Cantastorie, evoca una tradizione musicale europea e popolare, che loro stessi contribuirono a scoprire e portare alla luce. Michele L. Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona, Fausto Amodei e altri, sollecitarono anche i più bei nomi della letteratura italiana (Calvino, Fortini, Arpino, ecc.) a scrivere per loro, aprendo un’epoca fondamentale per la musica italiana: quella della canzone d’autore e della riscoperta della musica popolare. L’incontro sarà condotto dal giornalista musicale John Vignola, direttore artistico del Premio di Loano.
Alle ore 21.30, sul lungomare di Loano, il festival presenterà il gruppo Uaragniaun, un progetto musicale che racconta le storie del popolo delle pietre: uomini, bestie ed eroi della civiltà contadina pugliese.
Maria Moramarco è il cuore del progetto. Figlia naturale di antichi cantori e cantatrici, insieme al chitarrista Luigi Bolognese e il percussionista Silvio Teot, è protagonista di un percorso musicale di rivisitazione di canti e musiche della tradizione orale della Murgia barese e della Puglia.
Canti a distesa, tarantelle, canzoni d’amore, canti religiosi, tammurriate, canti di lavoro, balli e ritmi della grande musica tradizionale Meridionale, trovano una nuova dimensione in un mix riuscito tra storia e contemporaneità. Attraverso il recupero degli strumenti tradizionali, il gruppo elabora soluzioni musicali di grande respiro che valorizzano ulteriormente le straordinarie capacità vocali della Moramarco, ormai riconosciuta come una delle voci più orginali del sud Italia. Il gruppo si è esibito in numerose rassegne di world music in Italia e all’estero, annoverando preziose collaborazioni con artisti come Ambrogio Sparagna, Daniele Sepe, Riccardo Tesi, Balen Lopez de Munain, Joxan Goikoetxea, Mauro Squillante, Rocco De Rosa, Piero Ricci, Otello Profazio, Pasquale Laino, Nello Giudice, Ermanno Olmi, Raffaele Nigro, Nico Berardi, Angelo Stano…
Sono sei, i dischi pubblicati da Uaragniau: “Canzoni dell’Alta Murgia”, vinile e mc, Coop. Territorio & Cultura, “Uailì”, CD, Edizioni Musicali Officina & Piazza, 1996, “Octofolium”, CD, Colonna sonora del film “Io non ho la testa” di Michele La Nubile e Ermanno Olmi, Edizioni Musicali Officina, 1998, “Skuarrajazz”, CD, Felmay, 2000, “Fiorita”, CD, Edizioni Musicali Officina & Piazza, “U Diavule e l’Acqua Sante”, CD, Felmay, 2007.
Inoltre, il gruppo è presente in otto compilations. Due le bibliografie sul gruppo: “Trent’anni Suonati – note fuori dal pentagramma sulla musica popolare italiana attraverso l’esperienza degli Uaragniaun” di Silvio Teot. (Piazzaedizioni, 2002) e “Paràule testi e musiche dal repertorio degli uaragniaun -” di Maria Moramarco cura di Luigi Bolognese e Silvio Teot . (Piazzaedizioni, 2008). Sul palco accanto a Maria Moramarco (voce e chitarra), Luigi Bolognese (chitarra, mandoloncello, baglama, basso acustico) e Silvio Teot (percussioni, harmonium) ci saranno Nico Berardi (zampogna, flauti dritti, quena, charango, fisarmonica, chitarra) Filippo Giordano (violino). L’ingresso è gratuito.