
Savona. Quattro mesi di reclusione con il rito abbreviato. E’ la condanna inflitta questa mattina al trentaduenne tunisino, Salem Issaoui, arrestato la scorsa settimana con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale dopo essere stato protagonista di un movimentato episodio al Bar Paradiso di via Cimarosa (lo stesso che poi è stato teatro del tragico omicidio di Salah Boussedra).
Durante la prima udienza del processo, venerdì scorso, l’arresto dell’uomo, che in aula aveva negato di aver avuto comportamenti violenti contro gli agenti, era stato convalidato e il giudice lo aveva rimesso in libertà (l’imputato era già sottoposto ad una misura di obbligo di firma per un altro procedimento).
Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, Issaoui era entrato nel bar Paradiso, si era seduto, ed aveva collegato un apparecchio per l’aerosol alla corrente iniziando la terapia nel locale pubblico. Un comportamento decisamente insolito che aveva convinto gli altri clienti del locale a segnalare l’episodio alla Questura. In via Cimarosa erano quindi arrivati gli agenti della squadra volante della polizia che avevano chiesto all’uomo i documenti.
Per tutta risposta il tunisino aveva scagliato contro di loro parte della sua apparecchiatura e aveva tentato di scappare. A quel punto per lui erano scattate le manette per resistenza a pubblico ufficiale.