
[thumb:8425:l]Albenga. Quattrocento persone, e tra queste i sette membri del Direttivo del Centro Aiuto Vita ingauno, ieri pomeriggio hanno partecipato all’appuntamento con Giuliano Ferrara sul sagrato del Duomo di Milano. Il direttore del Foglio ha organizzato l’iniziativa per protestare contro la decisione della Corte d’Appello di Milano di autorizzare la sospensione di alimentazione e idratazione per Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente dal 1992.
Con Ferrara anche Dino Boffo, direttore di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana. Gli intervenuti hanno posizionato bottigliette d’acqua sul sagrato, quale simbolo di vita e segnale di rifiuto per l’interruzione dei trattamenti vitali. I “portatori di acqua” albenganesi hanno lasciato le loro bottiglie davanti al Duomo, in mezzo alle altre, con un messaggio: “Eluana non deve morire di fame e di sete per volere di un giudice”.
“Da questa mattina e fino a domenica sera, al nostro centro verrà raccolta acqua per Eluana Englaro – dice Eraldo Ciangherotti, presidente del Cav ingauno – Nella serata di ieri, dopo l’articolo sulla testata online www.ivg.it e il trafiletto di Angelo Fresia su La Stampa di Savona, entrambi dedicati alla nostra iniziativa, già erano state lasciate cinque bottiglie sotto alla Culla per la Vita”.
Un appello alla condivisione del gesto verso la giovane ragazza di Lecco, è stato esteso al vescovo di Albenga-Imperia, mons. Mario Oliveri, al ministro delle attività produttive Claudio Scajola, al presidente, agli assessori e ai consiglieri della Regione Liguria e della Provincia di Savona, nonché ai sindaci savonesi.
“Portate acqua al Centro Aiuto Vita di Albenga: Eluana Englaro non deve morire di sete”: questo il messaggio che sino a domenica girerà in diffusione sonora per tutte le città del territorio savonese, su iniziativa dei volontari del Cav ingauno. Proseguiranno poi le iniziative affinché non venga dato seguito alla sentenza che autorizza il distacco del sondino naso-gastrico.
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