
Savona. Oltre 400 animali selvatici, feriti o caduti dal nido, soccorsi nei soli trenta giorni del giugno scorso, una media di 15 al giorno, tutti i giorni, da andare a prendere in tutta la provincia, da Urbe a Villanova, da Pietra Ligure a Sassello, da Laigueglia a Cengio, perché ben pochi segnalanti accettano di portarli; una spesa di sola benzina di 900 euro.
E’ questa la sintesi dell’attività svolta dai volontari della Protezione Animali savonese che, da soli e senza aiuti pubblici o privati o di altre associazioni, hanno soccorso 7 ricci, 7 civette, 6 taccole, 13 germani reali, 17 gazze, 21 tortore, 33 rondini, rondoni e balestrucci, 35 passeri, 37 merli, 61 colombi, 178 gabbiani reali e comuni e 21 soggetti di altre specie (assioli, ghiri, tassi, sule, occhioni).
“E dopo il recupero i soggetti bisognosi sono stati visitati o operati da un veterinario, tutti sono stati ospitati in accoglienti gabbie curatoriali tenute pulite e con cibo appropriato; alcune specie molto critiche, come rondini, rondoni e balestrucci ma anche giovanissimi merli, gazze, ghiandaie, imboccati 5-10 volte al giorno ad intervalli regolari dall’alba al tramonto – spiegano all’Enpa – Si tratta di soggetti particolarmente delicati sono stati trasferiti a centri di recupero specializzati, come assioli e civette al CRAS di Bernezzo (CN) ed una giovane sula al CRUMA di Livorno, con ulteriori spese di benzina, autostrada e tempo.
“Questo immenso lavoro viene svolto dai pochissimi volontari dell’Enpa, costretti ad operare tutti i giorni dalle 5 di mattina alle 22 di sera; servirebbero aiuti manuali giornalieri e fissi ed aiuti economici per pagare veterinari, medicinali, mangimi ed uso delle auto – sottolineano all’Enpa – Il compito dei soccorsi era per legge della Provincia ormai in dissoluzione ma la Regione che ha recentemente ripreso le deleghe in materia, è appena insediata e poco attenta alle sorti degli animali, mentre chi chiede di soccorrere la fauna in difficoltà spesso non vuole sapere altro né collaborare oltre; interventi particolarmente apprezzati dai molti turisti, rivoltisi spesso a qualche ente pubblico che ha subito dichiarato che non è di sua competenza o ha risposto di rivolgersi all’Enpa, associazione privata e di volontari che non ha mai avuto aiuti statali malgrado il nome di “ente nazionale”.