
Albenga. Si è chiuso con tre condanne il processo per una truffa legata ad un finanziamento ottenuto da un’azienda agricola ingauna, secondo la Procura senza averne titolo, grazie al Piano Regionale di Sviluppo Rurale.
A giudizio c’erano quattro persone Antonio Vigo, Emilia Gogioso, Giorgio Nobili e Daniele Capello e una società, la Gardenia Srl, che secondo l’accusa, in concorso, nel 2007 avevano presentato la domanda per ottenere il contributo economico corredandola di dichiarazioni false.
Accuse che sono interamente cadute per l’amministratore di fatto della Gardenia Srl, Antonio Vigo che è stato assolto per non aver commesso il fatto. Sono invece stati condannati a diciotto mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena, soltanto in relazione al reato di truffa (per le altre imputazioni è intervenuta la prescrizione) Giorgio Nobili, il funzionario della Comunità Montana Ingauna che aveva attestato che la Gardenia aveva i requisiti per accedere al contributo, l’architetto Daniele Capello, in relazione all’emissione di una fattura per operazione inesistente poi allegata alla domanda di finanziamento, e Emilia Gogioso, amministratore unico dell’azienda agricola.
Inoltre il giudice Francesco Giannone ha condannato i tre imputati a risarcire la Regione Liguria, che si era costituita parte civile. Infine la società Gardenia Srl è stata ritenuta responsabile dell’illecito amministrativo contestato ed è stata colpita da una sanzione pecuniaria da 80 mila euro e, per un anno, sarà esclusa da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi.
L’amministratrice di Gardenia, Emilia Gogioso, è stata invece assolta dall’accusa di aver evaso circa 167 mila euro con la dichiarazione Ires del 2007 (indicando elementi attivi inferiori ai passivi).