
Alassio. Per la seconda volta nel giro di due anni è finito a giudizio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, in particolare verso il nonno di 73 anni. Questa mattina per un ventenne di Alassio, A.N., è arrivata quindi una nuova condanna, a due anni, due mesi e venti giorni di reclusione, con il rito abbreviato.
Il giovane alassino per questa vicenda era finito in manette nell’aprile scorso. Un provvedimento che per lui era già scattato nel settembre del 2013 per gli atteggiamenti violenti contro il padre e i nonni (in quel caso era stato condannato a 18 mesi, sempre in abbreviato).
Secondo quanto accertato dai poliziotti del commissariato di Alassio, la prima condanna non era bastata a far cessare i maltrattamenti tra le mura domestiche. Il giorno dell’arresto A.N. se la sarebbe presa con il nonno per motivi futilissimi: non trovando il suo pc in casa si sarebbe scagliato contro il parente. Il nipote lo avrebbe aggredito con calci e pugni fino a farlo cadere e quel punto avrebbe continuato a colpirlo.
Uno scatto d’ira che, secondo le accuse contestate al ragazzo, seguiva quello dello scorso 24 marzo quando, davanti al rifiuto del nonno di consegnargli dei soldi, il ventenne aveva dato in escandescenza distruggendo mobili e arredi di casa. Davanti all’aggressione, e visti i precedenti, per lui erano scattate le manette per la seconda volta.