
Celle Ligure. “Lo conoscevamo tutti e si si vedeva che voleva una vita diversa da quella che, tra baracche e disperazione, aveva vissuto fino a qualche anno fa. E’ morto senza aver mai visto il mare”. Lo dice Elisa Accornero, presidente dell’Associazione Circolo Santa Teresa di Legnano. Da questa città arriva Amadeus, il bambino di 9 anni morto per arresto cardiaco durante una gita parrocchiale alla volta di Celle Ligure.
All’ospedale di Savona è stata effettuata sul corpo del bambino l’autopsia, su disposizione del pubblico ministero Giovanni Battista Ferro. Ed ora si attende il giorno dei funerali.
Viveva solo con sua mamma nel centro di accoglienza di via Jucker senza papà. I due fratelli più grandi vivono in Francia e in Romania. “Un bambino pieno di energia e con tanta voglia integrazione”, ricorda ancora Elisa Accornero.
E’ ancora forte il dolore e lo sgomento al centro di accoglienza di via Jucker dove vivono le dieci famiglie di etnia rom. Tutte si sono strette attorno ad Adela, la mamma che giovedì mattina ha perso il suo bambino di nove anni.
Amadeus non è riuscito ad esaudire il suo sogno perchè è spirato durante il viaggio in autobus, dopo aver fatto tre chilometri di corsa tra il campo nomadi e la parrocchia dove era fissato l’appuntamento per la partenza. A tutti raccontava che desiderava tanto fare il suo primo tuffo tra le onde. Ma un destino beffardo lo ha portato via per sempre.
Amadeus a Legnano era considerato un sorta di esempio di integrazione: frequentava le elementari con buoni risultati. Studiava nel doposcuola. Giocava a calcio in una squadra dell’oratorio dimostrando di essere davvero bravo. E partecipava alle iniziative del centro estivo.