
Savona. Forse la passione travolgente, quella più cieca che non conosce freni. Forse il fascino di una fugace trasgressione. Forse un cambio “al volo” per qualche strana o imbarazzante ragione. Forse un regalo o un ricambio tenuto in serbo per una serata “di quelle”, caduto dalla borsetta nel luogo meno adatto. O forse uno scherzo, una goliardia di qualche avvocato troppo felice per qualche causa vinta.
Quale che sia la ragione, il “giallo delle mutandine” ha suscitato molta curiosità, e non poca ilarità, nei corridoi del tribunale savonese. Questa mattina, infatti, nel tempio della giustizia, brulicante come sempre di avvocati, testimoni e imputati, ha fatto capolino il più incredibile degli oggetti: un paio di mutandine di pizzo nero.
Abbandonate sul pavimento del primo piano di palazzo di Giustizia a Savona, oppure appese al cartello che elenca gli uffici circostanti: così le due fotografie scattate questa mattina ritraggono l’impensabile cimelio. Il ritrovamento del capo intimo ha indubbiamente fatto scalpore tra toghe e cancellieri, strappando anche più di un sorriso a chi ha immaginato un incontro “bollente” consumato al calar del sole proprio sulle scale della cittadella giudiziaria.
Qualcuno con la “memoria lunga” ha ipotizzato un caso simile a quello accaduto il 28 aprile 2014 a Genova, quando durante un processo per omicidio il giudice dovette interrompere l’udienza a causa dei rumori e dei “mugolii” provenienti da un ufficio vicino, nel quale (visibili al di là di un vetro smerigliato) due dipendenti del tribunale, un’impiegata e un autista, stavano dando libero sfogo al loro desiderio. Qualcun altro invece ha ironizzato sul possibile smarrimento da parte di qualche signora sbadata.
Quale che sia la verità, le “leggende” nate intorno alla comparsa del perizoma di pizzo sulle scale del tribunale sono già tantissime: per ora, però, nessuno le ha reclamate, e quindi il giallo resta irrisolto.