
[thumb:8371:l]Savona. E’ stata l’attuale ministro ombra per le Comunicazioni e deputata del Partito Democratico Giovanna Melandri ad aprire ieri sera a Savona, durante la giornata di chiusura della prima Festa Democtatica, la raccolta di firme promossa dalla segreteria nazionale del PD dal titolo “Salva l’Italia”, la petizione partita nel fine settimana e che si concluderà il prossimo 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito.
La petizione ha al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l’Italia, cominciando da stipendi e pensioni. L’obiettivo è di arrivare a raccogliere 5 milioni di firme.
Nel corso del dibattito di ieri sera si sono affrontate le questioni interne al partito, in primis le primarie e le alleanze. Domani è previsto un vertice della direzione nazionale del PD per stabilire regole comuni proprio sul metodo delle primarie. Per le elezioni provinciali e amministrative del 2009, come annunciato dal segretario provinciale Giovanni Lunardon, le primarie scatteranno il prossimo 14 di ottobre: ai nastri di partenza si presenteranno tutti i possibili nomi che proporranno una loro candidatura.
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L’onorevole Melandri oggi ha partecipato alla tavola rotonda organizzata a Genova da Confindustria. Nell’occasione ha proposto un “patto per la Liguria” che consenta di porre in atto un'”opposizione vigilante” sulle scelte del governo.
“Molte scelte nazionali sono destinate a riflettersi su questo territorio – ha sottolineato Melandri – Il giudizio su quanto fatto finora da questo governo è molto negativo: non è stato fatto nulla, ad esempio, per sostenere il potere d’acquisto e i redditi da lavoro e far ripartire la domanda interna”.
Melandri ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo dell’extragettito portuale per la realizzazione delle grandi opere, ma ha ricordato: “Non bastano i grandi investimenti – ha concluso – ma una politica globale di rilancio, a questo servirà il Patto per Liguria e l’attenta opposizione alle scelte del governo”.