
[thumb:8358:l]Cengio. Visita del presidente della Regione, Claudio Burlando, questa mattina a Cengio, dove il prefetto Giuseppe Romano, commissario delegato, ha illustrato lo stato dell’arte della bonifica nelle aree ex Acna. Presenti, fra gli altri, i sindaci della vallata, Filse Spa, rappresentanti della Regione Piemonte, l’Unione Industriali di Savona, la Provincia di Cuneo, consiglieri e assessori regionali. Grande assente il presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto, che pur ha avuto un ruolo chiave nelle pratiche relative alla bonifica. Hanno invece partecipato gli assessori provinciali Enrico Paliotto e Roberto Peluffo.
Il percorso delle operazioni è il risultato della collaborazione con Sindyal, società del gruppo Eni, per una spesa di 300 milioni di euro. Sindyal ha ricevuto il plauso del commissario governativo per la sua parte di operato, anche se “incolpevole nei tempi e nei modi previsti”. La messa in sicurezza dell’area effettuata sotto la regia della gestione commissariale, in convenzione con la Provincia di Savona, si riassume in circa un milione di metri cubi di materiale inquinato asportato, nella realizzazione di 13 mila metri quadri di diaframma impermeabile che isola il sito dal fiume, nell’infissione di 2,5 chilometri di pali di grande diametro e di 6,5 chilometri di colonne profonde in calcestruzzo.
Per quanto riguarda l’impianto di trattamento delle acque di ingressione e della falda, questo ha depurato mediamente 600 milioni di litri all’anno di percolato estratto dai vari pozzi, posizionati in prossimità delle barriere plastiche, restituendo al fiume Bormida liquido privo del suo carico inquinante.
A pochi mesi dalla prevista conclusione dello stato d’emergenza, la Provincia di Savona sta gradualmente rilasciando per lotti la certificazione di avvenuta bonifica e messa in sicurezza, aprendo le porte ad un corretto utilizzo dell’area, secondo uno studio curato da Filse, sotto il costante monitoraggio del “Centro di competenza idrogeologico” che Commissario e Provincia di Savona, hanno voluto a garanzia del proprio operato.
Per concludere l’iter amministrativo delle operazioni si dovranno attendere ancora sei mesi, mentre gli interventi veri e propri di risanamento in loco termineranno entro il 15 settembre, con la realizzazione del depuratore e la chiusura del cantiere. Il destino dell’Area 1, dove sono stati interrati i rifiuti, dipende dalle scelte del Ministero, che ne dovrà indirizzare un uso compatibile. L’Area 3, esterna al sito, sarà completata nel 2009. La zona di Rocchetta è invece già pronta e disponibile per l’insediamento di aziende.
Il professor Renzo Rosso, docente di costruzioni idrauliche al Politecnico di Milano, delegato per la bonifica, ha sottolineato il successo degli interventi. “Un lavoro di cui vado fiero” ha detto, enumerando i provvedimenti tecnici assunti per rimarginare la ferita chimica. L’architetto Alessando Savioli, incaricato della realizzazione dell’impianto di depurazione acque reflue, ha affermato: “Il nuovo depuratore biologico è un’opera interessante anche per il suo valore estetico, con due vasche concentriche che serviranno gli abitanti di Cengio, Millesimo e Roccavignale. Entro settembre partirà la fase di test”.
A questo punto, secondo gli accordi, dovrà avere corso la cessione del complesso ex Acna, di circa 70 ettari, dalla società Sindyal alla Regione Liguria. Il presidente Burlando ha espresso la volontà di procedere a nome del Limonte (Liguria e Piemonte), sostenendo la necessità di un’acquisizione in senso macroregionale delle aree recuperate, con un pagamento tra 3 o 4 anni. Se nel frattempo la questione del danno ambientale non si dovesse risolvere, ha specificato Burlando, si sceglierà la via della compensazione o, in alternativa, quella del contenzioso in tribunale.
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