
Albenga. Alla fine si è concluso con l’approvazione il consiglio comunale straordinario di questa mattina ad Albenga in merito alla possibilità di rinegoziare i mutui. Una possibilità concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti solo pochi giorni fa, e sulla quale i Comuni erano chiamati a pronunciarsi entro il 1 giugno.
Tempi stretti che hanno creato qualche polemica in consiglio, convocato “in urgenza” con un preavviso di sole 24 ore: la minoranza ha contestato il carattere di urgenza, sostenendo che il consiglio andasse convocato per tempo, ed ha abbandonato l’aula al momento del voto (ad eccezione di Francesco Di Lieto, 5 Stelle, che ha votato a favore). “ma non era materialmente possibile – spiega il sindaco Cangiano – perché fino a pochi giorni fa alla rinegoziazione potevano aderire solo i comuni che avevano già il bilancio preventivo, cioè praticamente nessuno. Solo negli ultimi giorni è arrivata la comunicazione da parte del sottosegretario che includeva anche chi è in bilancio provvisorio”.
E così, ora, avendo dato la sua adesione entro il 1 giugno, Albenga potrà accedere alla rinegoziazione dei mutui in essere, mediante un loro allungamento nel tempo. “In tempi normali non è mai una scelta ‘virtuosa’ – ammette Cangiano – ma in questo periodo, con i pesanti tagli subiti e le difficoltà a far quadrare i conti, questa operazione è giusta perché ci permette di non aumentare l’imposizione fiscale sui cittadini”.
Dilazionare i debiti per non gravare ancor di più sulle tasche degli ingauni, dunque. “Anche la minoranza si è resa conto che era la cosa giusta da fare – chiarisce Cangiano – per questo non hanno votato contro ma hanno abbandonato l’aula. Ma, anche così, ritengo si sia trattato di una polemica sterile: abbiamo perso un’ora e mezza a parlare di cose accadute 3, 5 o 10 anni fa, di cui ai cittadini non importa nulla. L’importante era muoversi in fretta per salvaguardarli, e lo abbiamo fatto”.
Ora, perché la possibilità di rinegoziare si concretizzi in modo definitivo, è necessaria l’emissione di un decreto, atteso per lunedì, da parte del Governo che permetta ai Comuni di utilizzare il risparmio generato dalla rinegoziazione per diminuire o non aumentare l’imposizione fiscale. Solo a quel punto partirà l’effettiva discussione sui numeri, su quali cifre dilazionare e per quanto tempo, e si capirà il reale risparmio che si andrà a generare.